2 Marzo 2002

I conti non tornano/ Deficit-Pil nel 2001 a 1,4%

I conti non tornano/ Deficit-Pil nel 2001 a 1,4%. Ma il governo rispetterà il Patto di Stabilità

Il rapporto deficit-Pil nel 2001 è stato pari all` 1,4%, secondo i dati diffusi oggi dall` Istat. Cifra superiore di 0,3 punti percentuali rispetto alle ultime previsioni del governo, concordate anche a livello europeo, che avevano
previsto un indebitamento netto all` 1,1%.

Mentre il rapporto indebitamento-Pil del nostro Paese è stato del 109,4%

Quanto al Pil è cresciuto dell`1,8% nello scorso anno, in linea con le previsioni dei principali istituti di ricerca e della Commissione europea, mentre il governo, più ottimista, stimava un +2,0%. La flessione si è avuta soprattutto nel quarto trimestre dell`anno, -0,2%, dovuta. Mentre la crescita tendenziale è stata dello 0,7%.
A pesare sulla performance negativa è stata una stasi dell`agricoltura (dovuta al maltempo che ha flagellato le colture) e dei servizi e ad una forte flessione dell`industria dovuto al clima congiunturale critico post-11 settembre.

Questi dati, tuttavia, non dovrebbero influire sulle performance italiane nei criteri di convergenza economica. Commentando i dati Istat, tuttavia il ministero dell`Economia e delle Finanze ha scritto in una nota che “Resta fermo
l` impegno del governo nella prosecuzione della sua politica di rigore, nel rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità“.

Il funzionari del ministero sono inoltre ottimisti per il futuro e intravvedono “convergenti indicazioni positive“ sullo sviluppo economico del Paese. “Per quanto riguarda la ripresa economica – si legge sempre nella nota – la serie degli indici internazionali e interni disponibili (fiducia, consumi energetici, ecc.) fornisce convergenti indicazioni positive sullo sviluppo economico del
Paese“.

Il comunicato del Tesoro parte dai dati relativi al 2000 (“rispetto al preconsuntivo indebitamento 2000 è stato corretto il dato deficit/Pil, dall`1,5 all`1,7%,
con conseguente impatto sul 2001“) per arrivare a quelli dello scorso anno ed analizzare le ragioni dello scostamento.

“Sul 2001 lo scostamento per 0,3, relativo alla previsione 1,1% – afferma il Tesoro – è essenzialmente dovuto ai seguenti fattori: a) accelerazione straordinaria, operata negli ultimi tre mesi del 2001, delle spese di investimento in cofinanziamento con fondi strutturali Ue, a chiusura del Programma Comunitario del Mezzogiorno 94-99 e accelerazione del nuovo Programma 2000-2006; b) scostamento della crescita del Pil, rispetto alle previsioni (1,8 invece di 2%); c) impatto sul 2001 della correzione operata sul 2000“.

Da questo – spiega il Tesoro – “ne deriva conferma in ordine all` efficacia della politica di rigore fatta dal Governo negli ultimi sette mesi del 2001“.
Il ministero guidato da Giulio Tremonti rileva che “resta fermo l` impegno del Governo nella prosecuzione della sua politica di rigore, nel rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità“.

Il comunicato, inoltre, commenta anche il dato del Pil, che per il 2001 mostra un rallentamento rispetto alle previsioni (1,8% contro il 2,0% previsto dal governo). Ma pone l` accento sulle ultimi indicatori. “Per quanto riguarda la ripresa economica – afferma infatti la nota del Tesoro – la serie degli indici internazionali ed interni disponibili (fiducia, consumi energetici, ecc..) fornisce convergenti indicazioni positive sullo sviluppo economico del Paese“.


Intanto cresce l`inflazione che, nel mese di febbraio, tocca il 2,5%. A tale proposito, in molti ritengono responsabile del balzo l`introduzione dell`euro. Per questo, le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori hanno chiesto al governo un bonus di 1.000 euro per ogni famiglia con reddito inferiore a 20mila euro, a titolo di risarcimento.

Le quattro associazioni osservano che sono state confermate le preoccupazioni espresse fin dall`inizio dell`anno, sottovalutate invece dal governo e dal comitato euro, dal quale pretendono “pubbliche scuse“. Le associazioni, peraltro, annunciano l`impugnazione nelle sedi competenti del paniere Istat dell`inflazione che, a loro parere, “non è del tutto rappresentativo dei prezzi“.

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