20 Aprile 2003

I CONTI IN TASCA AGLI ITALIANI

I CONTI IN TASCA AGLI ITALIANI

Cresce la spesa delle famiglie italiane: nel 2002 è arrivata a quota 752 miliardi di euro, registrando un aumento del 3,4% rispetto all?anno precedente. È quanto emerge dalla Relazione generale sulla situazione economica del Paese, elaborata dal ministro Giulio Tremonti. L?aumento della spesa è legato soprattutto alla crescita dei prezzi (+3%), meno all?aumento dei consumi. Più di un terzo del bilancio familiare se ne va tra spese per abitazione, acqua, elettricità (150,8 miliardi) e alimentari (110,6 miliardi). Si spende di più per alberghi e ristoranti (74,8 miliardi) che per vestiario e calzature (71,6 miliardi) ma in entrambi i comparti, a fronte di un aumento dei prezzi, gli italiani hanno ridotto i consumi. Le spese per istruzione (7 miliardi) non arrivano neanche all?1% dell?intero budget e nel 2002 sono rimaste sostanzialmente invariate.
E scendono sul piede di guerra le associazioni dei consumatori che denunziano allarmate la stangata sui prezzi: dopo quella di 1.505 euro che si è abbattuta sulle famiglie nel 2002, gli altri rincari già scattati dal primo gennaio 2003 rischiano di far pagare un conto salatissimo che sfiora i 2.109 euro in soli 16 mesi (604 euro per questi primi mesi del 2003). L?Intesa dei consumatori elenca gli aumenti nei vari settori: dalla Rc Auto (+85 euro), alla luce e il gas (+26), ai rifiuti urbani e servizi idrici (+39), alle tariffe bancarie e postale (+50) fino ai ticket delle medicine (+24) e ai consumi alimentari (+92). Il governo, chiedono i consumatori, invece di terrorizzare i cittadini con le ?cartelle pazze?, dovrebbe defiscalizzare i carburanti e ridurre l?Iva sul gas.
Ma torniamo ai conti della Relazione di tremonti. L?aumento maggiore della spes è per le assicurazioni che, come già anticipato ieri, in valore assoluto hanno pesato per più di 16 miliardi di euro (+11,6%). In crescita anche gli affitti, ma si è speso di più anche per la manutenzione della casa: 9,6 miliardi, pari al 3% in più rispetto all?anno precedente. Si spende, invece, meno per l?automobile (-1,4%) e per tv, hi-fi, personal computer (-1,2%). Ma se nel caso della vettura è il taglio della quantità (quasi -4%) a far scendere il valore complessivo, per gli elettrodomestici tecnologici, dal computer alla macchina fotografica, il calo è dovuto alla riduzione dei prezzi (-3,4%), mentre i consumi in realtà, se pur lievemente (+2,3%), sono in crescita.
Cala anche l?incidenza della voce energia elettrica e gas (-6,6% a 23,4 miliardi) sulla spesa complessiva. Dalle tabelle elaborate dal Tesoro si evince comunque che, nonostante la crescita della spesa nel 2002 rispetto al 2001 sia in valore assoluto che in percentuale, non è stato un anno facile per le famiglie italiane. Si sono comprati meno vestiti (-0,3%), giornali e libri (-3,2%), meno pacchetti viaggio (-2,4%) e soprattutto si è risparmiato sugli articoli personali.
Frattanto la spesa sociale ha superato l?anno scorso i 300 miliardi di euro sfiorando, tra le varie voci di sanità, previdenza e assistenza, i 317,5 miliardi, il 6% in più rispetto al 2001. A pesare di più sulla spesa totale per il Welfare è, naturalmente, la voce previdenza: poco più di 220 miliardi di euro, in gran parte impiegati per le pensioni, cresciute del 5,5% a circa 182 miliardi. La spesa per la sanità è invece ammontata a 73,6 miliardi di euro, il 5,1% in più rispetto al 2001. Un incremento in parte determinato dal boom della voce ?altra assistenza?, ancora la meno consistente all?interno dell?intero capitolo sanitario, ma cresciuta del 46,7%. Per l?assistenza invalidi e handicappati, sono stati spesi lo scorso anno 23,7 miliardi di euro, il 14,4% in più rispetto al 2001.

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