I consumi sono al palo A crescere sono i prezzi
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fonte:
- Avvenire
ROMA Iconsumi non ripartono. Nei primi tre mesi dell’ anno, dicono le rilevazioni dell’ Istat, le vendite al dettaglio sono rimaste praticamente ferme in volume (+0,1%) mentre sono cresciute con decisione (+0,7%) in valore, se- gnando in questo caso il maggiore rialzo trimestrale da oltre sei anni. Per trovare un incremento superiore bisogna infatti tornare all’ ultimo trimestre del 2010, quando era stato dello 0,8%. Se si guarda solo al mese di marzo, questa tendenza è ancora più evidente: se rispetto a febbraio il dato è stazionario, nel confronto con lo stesso mese del 2016 c’ è invece un calo dello 0,4% in valore e dell’ 1,4% in volume. «Vendite ancora al palo. I dati Istat sul commercio ci consegnano ancora una volta un quadro deludente». È il commento della Confesercenti, che teme che il riaffacciarsi dell’ inflazione «possa portare a una nuova riduzione complessiva dei consumi, con inevitabili conseguenze su Pil e conti pubblici». Per questo propone misure di stimolo per la domanda interna, come una deduzione del 50% dall’ imponibile Irpef, di carattere temporaneo, per le spese in beni durevoli e semidurevoli. «Questa dinamica delle vendite – spiega il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli – rende difficile prevedere quella ripresa dei consumi che avrebbe potuto sostenere la crescita del Paese». «La crescita, quella vera, duratura, basata su elementi strutturali e stabili, è ancora lontana. Mentre non è ancora abbastanza lontana la minaccia della crisi che ha colpito il sistema economico, di cui ancora le famiglie subiscono il pesante strascico», dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Da questi dati appare «evidente che il Paese deve ripartire dal lavoro», si legge nel testo che chiede piani per rilanciare l’ occupazione e redistribuire i redditi e scongiurare una volta per tutte l’ aumento dell’ Iva. «Il Paese è fermo, quando non arretra. Se, per una volta, non peggiorano le vendite dei piccoli negozi, anche se registrano un insignificante +0,1%, la grande distribuzione registra un consistente calo dell’ 1,1%». Così l’ Unione nazionale consumatori. I dati sulle vendite al dettaglio di marzo diffusi dall’ Istat «deludono» per il Codacons e «continuano a far registrare numeri negativi e preoccupanti» perché rilevano un «grave stallo». «La corsa dell’ inflazione registrata in Italia negli ultimi mesi – conclude – è assolutamente falsata, perché non attribuibile a un incremento della spesa delle famiglie, ma solo a fenomeni esterni come il caro-benzina e l’ incremento delle tariffe energetiche». RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio carucci
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