24 Febbraio 2017

I consumi fermi al palo Nel 2016 soltanto +0,1%

I consumi fermi al palo Nel 2016 soltanto +0,1%

È stato un anno trascorso inutilmente per i consumi interni. Nel senso che non è cambiato sostanzialmente nulla. La conferma di un trend che era forse intuibile anche senza il supporto dei numeri adesso arriva dall’ Istat. Nel complesso del 2016, infatti, l’ istituto di statistica rileva che il valore delle vendite al dettaglio fa segnare un misero +0,1%, sintesi di un aumento per le imprese di maggiore dimensione (+1,2% per quelle da 6 a 49 addetti e +0,9 per quelle con almeno 50 addetti) e di una flessione per i piccoli esercenti (-1,8%). Il commercio al dettaglio in volume fa ancora peggio, con una diminuzione dello 0,3%. È un quadro desolante sui dodici mesi, in cui non si salva neppure dicembre, dove si registra «una flessione generalizzata delle vendite al dettaglio». In sostanza, l’ effetto Natale non c’ è stato. Anzi, complessivamente rispetto al mese precedente emerge un calo dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume. E anche il confronto con il dicembre 2015 vede una riduzione dello 0,2% in valore e dello 0,6% in volume. La media del quarto trimestre, invece, rispecchia la stagnazione annuale: +0,1% congiunturale di vendite al dettaglio in valore mentre l’ indice in volume è a variazione nulla. L’ immobilismo dei consumi, tuttavia, è piuttosto in linea con l’ aumento dell’ inflazione. Lo stesso Istat, l’ altro ieri, ha rivisto al rialzo i dati provvisori diffusi a inizio del mese relativi all’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività (Nic). Il dato, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’ 1% nei confronti di gennaio 2016. È l’ impennata più alta da tre anni e mezzo a questa parte. Il dato provvisorio indicava un incremento dello 0,2% sul mese e dello 0,9% sull’ anno, invece quest’ ultima stima evidenzia un ulteriore rincaro per il carrello della spesa che inevitabilmente non agevola gli acquisti. Confesercenti, parlando di «ennesimo anno nero» per il commercio al dettaglio, ricorda quella che definisce una «emorragia» di imprese. In base ai calcoli dell’ associazione, tra gennaio e dicembre del 2016, hanno abbassato la serranda quasi 25mila negozi indipendenti (15mila nel Centro Nord dello Stivale e 10mila nel Sud e nelle Isole). Pure l’ Ufficio studi di Confcommercio si dice preoccupato da un andamento sotto le attese, anche se coerente con il quadro di una ripresa anemica: «Il deludente dato sulle vendite al dettaglio di dicembre è in linea con un quadro congiunturale complessivamente debole, la cui analisi suscita delle preoccupazioni sull’ evoluzione a breve termine dell’ economia italiana». Sul fronte consumatori, infine, il Codacons parla di un Natale «flop» e sottolinea come «negli anni della crisi economica i consumi siano scesi del 12%, con una contrazione della spesa da parte delle famiglie pari a 80 miliardi di euro». RIPRODUZIONE RISERVATA.
luca mazza
 

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