I consumi congelano i prezzi
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fonte:
- Avvenire
L’ inflazione rallenta ancora: nel 2013 dimezzata all’ 1,2% NICOLA PINI ROMA L’ inflazione rallenta ancora. Nella media del 2013 è scesa all’ 1,2% più che dimezzata rispetto al 3% dell’ anno prima. E negli ultimi mesi ha accentuato la dinamica al ribasso: nel dicembre scorso i prezzi sono saliti dello 0,7% su base annua, il dato più basso da quattro anni, nonostante i recenti rialzi dell’ Iva. Con la permanenza dell’ indice dei prezzi non lontano dallo zero si torna a parlare di rischio deflazione, anche a livello europeo. Si tratterebbe di uno scenario dove la previsione di una discesa dei prezzi penalizza i consumi e la produzione industriale in una spirale al ribasso. In realtà in Italia la spinta dei prezzi resta orientata al segno più, benché ridotto al minimo. Su base mensile l’ incremento dell’ inflazione è stato dello 0,2%, primo dato in crescita dopo tre cali consecutivi. A spingere l’ indice generale è in gran parte la corsa dei prezzi dei vegetali freschi (+13,2%), oltre la media anche i beni energetici non regolamentati (+1,6%). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto sono aumentati dello 0,5% su base mensile e dell’ 1,2% su base annua (in rialzo dal +0,8% di novembre). L’ inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, rallenta allo 0,9% dall’ 1,2%, informa ancora l’ Istat. A frenare la corsa dei prezzi è «soprattutto situa- zione di debolezza della nostra economia e della difficoltà in cui versano numerose famiglie che si riversa sulla loro spesa per consumi», commenta il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli. Un contesto che spinge il sistema commerciale a limitare per quanto possibile i rincari a fronte della debolezza della domanda. Secondo la Confcommercio «la persistenza dell’ inflazione su tassi contenuti e il deciso ridimensionamento registrato nella media del 2013 sono dati positivi che possono favorire un recupero del potere d’ acquisto e della fiducia. Ma sono dati al tempo stesso insufficienti a stimolare una domanda che da tre anni registra una continua diminuzione» in «assenza di politiche incisive per la riduzione del carico fiscale». Confesercenti sottolinea che «il tasso di inflazione è rimasto ai minimi storici nonostante l’ arrivo di ben due aumenti dell’ aliquota Iva», segno della situazione di difficoltà e di mancanza di fiducia nell’ arrivo della ripresa, che ha spinto gli italiani a mantenere bassa la spesa». La netta decelerazione dell’ inflazione nel 2013 «dipende da un crollo dei consumi senza precedenti», denuncia quindi il Codacons, ma ciononostante il +1,2% medio registrato dall’ Istat «tradotto in cifre, equivale, in termini di aumento del costo della vita, ad una stangata annua pari a 345 euro per una famiglia di 2 persone»». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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