5 Settembre 2002

I consumatori vanno allo sciopero

INFLAZIONE Al centro della protesta (9, 12,14 settembre) le assicurazioni automobilistiche e le misure contro il caro-prezzi. Il ministro: «Le proposte sono accoglibili»

I consumatori vanno allo sciopero: «Deludente l`incontro con Marzano»

La risposta delle associazioni dei consumatori dopo l`incontro con il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano? Fatti non parole. Cioè la conferma degli scioperi dei consumi. E vedremo se gli italiani li seguiranno. Ad Atene (dove l`altro ieri i consumatori hanno chiuso borse e borsellini) si è registrato un calo delle vendite pari al 70 per cento. Una mazzata per i commercianti. In Italia i tre giorni del no sono il 9, il 12 e il 14. Le casalinghe incavolate per l`eurostangata sono avvertite. Divise sulle date della protesta, le associazioni dei consumatori sono unite nel criticare il governo che poco o nulla fa per calmierare la situazione. E il bello è che Marzano giudica positivamente l`incontro e ritiene «in gran parte accoglibili, ma tutte costruttive le proposte delle associazioni». Certo, ammette il Consiglio nazionale dei consumatori e utenti, qualcosina di buono è stata fatta. Ad esempio, domani, Marzano tornerà ad incontrare i Cncu, insieme con i vertici dell`Istat. L`obiettivo, questa volta, è rivedere il paniere Istat che come risaputo non rappresenta (secondo le associazioni) le vere spese quotidiane di una famiglia e, di conseguenza, falsa i dati dell`inflazione.

Ma ecco il comunicato che il Cncu (che riunisce sigle come Codacons, Adoc, Adusbef, Federconsumatori) ha diramato dopo l`incontro con Marzano: «Valutiamo positivamente l`apertura sul paniere Istat e sul calcolo dei prezzi, ma riteniamo deludenti le proposte del ministro sul fronte Rc auto. Inefficaci sono anche le misure prospettate dal ministro Marzano per combattere il fenomeno del caro-prezzi». Insomma, chiacchiere a parte, le zucchine continuano a costare quasi il 50 per cento in più rispetto all`anno passato, le cipolle costano più delle zucchine l`anno scorso e per mangiarsi un bel grappolo d`uva occorre chiedere un prestito. Intanto il governo sta a guardare. Marco Venturi, della Confesercenti, difende i commercianti: «I rincari riguardano solo i settori dell`ortofrutta». E giù un altro affondo al governo: «Che cosa ha fatto per rilanciare i consumi?». Gli italiani, parola dei leader delle associazioni dei consumatori, sono però felici e contenti dello sciopero dei consumi e sono pronti, prontissimi a non aprire il borsellino anche per tre giorni. Si vedrà.

Per ora il ministro si è limitato ad ascoltare la protesta e le trenta proposte che, in molti casi, appaiono più che condivisibili. Come non applaudire, ad esempio, all`idea che le case editrici scolastiche evitino di sfornare ogni anno lo stesso testo in un`edizione diversa? E che dire del numero verde anti-rincari pazzi per gonne e pantaloni, per biscotti e verdure, per penne e zainetti? Per le tariffe di luce, gas, acqua poi una soluzione semplice semplice: gli aumenti non devono oltrepassare il tasso d`inflazione programmata. Marzano resta sulle generali: «Abbiamo discusso sulle proposte formulate dai consumatori e alcune di queste sono accoglibili, non tutte perché ci sono vincoli della comunità europea. Comunque quanto si è detto è stato costruttivo e avvieremo un lavoro con il comitato a cui fanno capo le associazioni dei consumatori per approfondire le proposte formulate». Tra le altre, quelle che riguardano i super aumenti delle assicurazioni sulle automobili: «Quelle proposte dal governo sono assolutamente inefficaci», s`infervora Paolo Landi, dell`Adoconsum.

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