I consumatori umbri fanno in …
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fonte:
- Il Messaggero
I consumatori umbri fanno in tavola i primi conti con la canicola ma anche con il maltempo di questa estate. Se è vero che frutta e verdura non devono mancare nelle diete, specie dei più anziani (un quarto della popolazione), sulla spesa estiva incombono modesta qualità e prezzi non proprio a buon mercato. Così, mentre le massaie sono sempre più orientate verso prodotti locali e di stagione, e le associazioni di consumatori pensano a come abbassare i prezzi, per i negozianti il problema è mantenere le vendite senza ?spennare? i clienti.
Il primo problema riscontrato sui banchi di frutta e verdura è l?abbassamento del livello di qualità di prodotti come pesche e albicocche che spingono i consumi verso meloni e cocomeri. «Ultimamente i consumatori sono più attenti alla stagionalità ed alle offerte ? spiega Pietro Passeri, presidente alimentaristi Confcommercio Perugia ? ponendo in secondo piano primizie e prodotti a fine stagione. Per questo si vende tanto cocomero: costa poco anche se c?è domanda, ma è un momento in cui c?è anche tanta offerta ed il prezzo non è così alto». Certo sono lontani i tempi in cui ? fatte le dovute conversioni ? i prezzi oscillavano tra 300 e 600 lire, tuttavia oggi pagare un?anguria tra i 40 ed il 60 cent è già un fatto positivo. «Parliamo di prodotto intero ? aggiunge Passeri ? il quarto o la metà, ma dipende dal venditore, può costare un po? più». E mentre le pesche tardive resistono seppur non sempre a buon mercato, sui banchi di negozi e supermercati cominciano le richieste per l?uva, vera primizia di stagione che l?Ismea quota (prezzo all?ingrosso mercato di Latina) intorno a 1,30 euro.
A proposito di grossisti, come operatori hanno una visione un po? più a lungo respiro del mercato e ciò che sui banchi dei dettaglianti arriva in ritardo, ai loro occhi già si era presentato a suo tempo come possibile spauracchio. «La siccità fa sempre la sua parte ? spiega Federico Tosti, responsabile acquisti di Volumnia ortofrutta, grossista di Ponte San Giovanni ? ed in alcune zone parte del raccolto è andato perduto, specie chi non può irrigare. Parliamo di pesche e albicocche, ma anche di insalata e verdure coltivate in campo aperto. Nei ?mercati? (dei produttori, ndr) i prodotti cominciano a scarseggiare, mentre le richieste aumentano. Qualche prezzo tende a crescere, ma siamo lontani dai livelli di alcuni anni fa: oggi pagare fagiolini 1,50 euro il chilo (al dettaglio) è accettabile così come quotare all?origine le patate 20 cent». Per tanti prodotti poi, l?equazione ?meno offerta e più richiesta uguale prezzo in salita? non vale. «La qualità, a causa del caldo, è stata più bassa del solito ? aggiunge Tosti ? e per questo i listini sono rimasti comunque contenuti. E visto il tipo di prodotti (la stagione delle albicocche è praticamente conclusa) né grossisti né dettaglianti possono esagerare con i prezzi».
Alla siccità di luglio, intanto si è aggiunto il maltempo che nella prima quindicina di agosto ha flagellato anche la nostra regione e zone che riforniscono i principali mercati di riferimento (Fondi, Cesena). «In questo periodo infatti ? aggiunge Passseri ? fa più danni la pioggia che la siccità. Certo chi ha potuto irrigare è stato meglio ma in altri casi ci si organizza con altre colture».
Intanto, nell?ultimo mese l?indice locale Istat segnala una riduzione di prezzi proprio del comparto alimentari (-0,1 mensile) e tra i prodotti in discesa ci sono anche frutta fresca e pomodori da sugo. Ma per evitare nuove impennate, il Codacons anche a livello regionale ha chiesto a Regione e Comuni di introdurre incentivi (riduzione della tosap o sgravi fiscali) chiedendo agli operatori di esporre il doppio cartellino con il prezzo pagato all?ingrosso. Chiesto anche un decreto per rendere sanzionabili gli aumenti di prezzo ? rispetto alla quotazione del fornitore, sia esso produttore o grossista – oltre il 60% e la possibilità di usare nei giorni di chiusura gli spazi dei mercati per realizzare, previo accordo tra associazioni agricole e dei consumatori, mercati di vendita diretta.
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