12 Giugno 2012

I Consumatori sul piede di guerra: «Basta pensare solo all’ alta velocità»

I Consumatori sul piede di guerra: «Basta pensare solo all’ alta velocità»

All’ amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti Federconsumatori e Adusbef rispondono che «il servizio regionale rappresenta il 90% del trasporto ferroviario e viene utilizzato dalla stragrande maggioranza dei pendolari italiani» quindi «ci aspetteremmo che in mancanza di fondi non si bloccasse il trasporto regionale, ma si rassegnassero le dimissioni da parte di tutto il gruppo dirigente delle Ferrovie dello Stato». In una nota congiunta, le due associazioni dei consumatori chiedono un confronto immediato alle Ferrovie per verificare e capire se il rischio del blocco del trasporto regionale sia reale e in che modo possa essere scongiurato. Federconsumatori e Adusbef spiegano che «sembra che da alcuni anni le Ferrovie abbiano a cuore soltanto l’ alta velocità, che rappresenta il 10% sul totale dei trasporti. È inammissibile che un servizio buono sia garantito soltanto a turisti e a pendolari di lusso: professionisti, politici, uomini di affari e che i pendolari veri siano costretti a viaggiare su dei ‘carri bestiamè. Ci saremmo aspettati già da tempo – continuano – delle prese di posizione più dure e più coerenti da parte del responsabile delle Ferrovie per contrastare questa situazione iniqua». «Oggi la sua provocazione ha raggiunto il limite – proseguono Federconsumatori e Adusbef – Mancano i fondi e quindi si bloccano i trasporti regionali. E i soldi spesi per l’ alta velocità costata dalle 5 alle 10 volte di più che in Francia? E gli utili fatti con l’ alta velocità, dove vanno a finire? Sembra che all’ attuale gruppo dirigente delle Ferrovie importi soltanto vincere la battaglia con Montezemolo e con il suo Italo». MILANO C’ è chi il treno locale lo deve prendere tutti i santi giorni per recarsi al lavoro o raggiungere scuole e università: è il popolo dei pendolari italiani che dal prossimo anno rischia di rimanere letteralmente a piedi. Se nel 2013 «non ci saranno soldi a bilancio» nel budget delle Fs, «l’ unica cosa che potremo fare è interrompere il servizio regionale»: un allarme che sa di provocazione quello lanciato ieri dal tavolo di un convegno trasporti all’ Università Bocconi di Milano, dall’ Ad del Gruppo Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. «O si aumentano le tariffe, o i contributi, o non si può andare avanti. Non so che cosa farà l’ Authority – ha proseguito nel suo intervento – l’ unica cosa che potremo fare noi sarà interrompere il servizio. Verremo denunciati per interruzione di servizio, vedremo come andrà a finire». Il contributo pubblico alle Ferrovie per il trasporto pubblico locale è oggi di 1,2 miliardi di euro e l’ ad di Fs ha sottolineato quanto sia sottovalutato il settore del trasporto regionale su rotaia: i cosiddetti “ricavi per passeggero/chilometro in Italia sono di 10,8 centesimi di euro contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma” mentre ad esempio in Germania sono di 20 centesimi, in Francia di 22 centesimi e in Gran Bretagna variano da “33 a 42 centesimi chilometro”. In sostanza, ha spiegato Moretti, in Italia il trasporto su gomma viene riconosciuto al 70% in più rispetto al treno. Insomma «noi delle Ferrovie siamo quelli sottopagati», «il budget dello Stato per le Ferrovie nel 2013 è incerto» e, ha concluso, «noi non possiamo fare debiti». La minaccia di Moretti ha subito scatenato un fiume di reazioni a partire dal quella del ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, che ha gettato acqua sul fuoco dell’ allarmismo: “Ci stiamo occupando tutti – ha detto – più che abbastanza del trasporto pubblico locale”. Già sul piede di guerra sono invece le associazioni consumatori con il Codacons che rileva che “se Moretti si interessasse un po’ di meno dei Frecciarossa e un po’ di più dei treni dei pendolari, troverebbe come finanziare il servizio universale senza bisogno di fare proclami e lanciare la minaccia di lasciare a casa i pendolari, avvertimenti poco consoni per un amministratore, specie se amministra un bene pubblico”. Sul fronte politico dura la reazione del Pd. “Non spetta all’ amministratore delegato di Ferrovie – sostiene Michele Meta, capogruppo in commissione Trasporti alla Camera – decidere qualità e quantità del servizio: sono le Regioni e il ministero i soggetti titolari delle decisioni. Infine non scherziamo con il fuoco: il diritto alla mobilità di milioni di pendolari va difeso”. Per Felice Belisario dell’ Italia dei Valori poi “Moretti prima ha operato tagli mostruosi e ora piange miseria”. Paolo Ferrero (Prc-Federazione della sinistar) definisce “scandalose” le parole di Moretti. Infine per Staderini, segretario dei Radicali: «L’ allarme lanciato dall’ Ad di Ferrovie dello Stato, che minaccia di chiudere il servizio regionale per mancanza di fondi, sia l’ occasione per cambiare le nostre politiche sui trasporti. Non è colpa del destino se le nostre ferrovie regionali, essenziali per la vita quotidiana di milioni di italiani e strategiche per uno sviluppo urbanistico sostenibile, sono oggi tra le peggiori d’ Europa».
 
 

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