I consumatori: “Strozzati dai tagli Ora chiudiamo”
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fonte:
- La Stampa
Dal primo luglio in Piemonte spariranno tutti gli sportelli delle associazioni dei consumatori. Chiusi di colpo, per mancanza di contributi. La decisione è stata presa dalle associazioni al termine della consulta di mercoledì. "Con i fondi messi a disposizione quest’ anno dalla Regione non siamo più in grado di garantire un servizio ai cittadini" dice lapidario Gianni Longo dell’ Acu. Nel corso dell’ intera legislatura, le associazioni non erano mai riuscite ad avere un contatto con l’ assessore regionale al Commercio, William Casoni. Poi, la settimana scorsa, c’ è stato un incontro informale. E non è stato dei migliori. L’ assessore si è presentato con il proprio programma 2011-2013: riduzione del contributo dagli attuali 700.000 euro a 300.000 (-56%), riduzione degli sportelli da 25 a 11 (-57%), azzeramento dei fondi per progetti e iniziative. Alla consulta di mercoledì l’ assessore, che doveva presiederla, nemmeno c’ era. E le associazioni hanno bocciato il suo programma: "Il taglio proposto appare assolutamente inaccettabile per il fabbisogno dei cittadini". Le associazioni dei consumatori, attraverso i loro sportelli, nel 2010 hanno avuto 100.000 contatti telefonici e hanno gestito 12.000 pratiche. Tutto certificato dalla Regione. L’ assessore si giustifica: "Non ci sono soldi. Il contributo per la rete degli sportelli ha subito tagli come qualunque altro settore gestito dall’ assessorato". Che ci sia poca ciccia, è innegabile. L’ anno precedente il budget dell’ assessorato gestito da Luigi Ricca era di 6.165.000 euro. L’ assessorato di Casoni può invece contare su una dotazione che si ferma a 2.475.000 euro (il 40% in meno). Ma di questi ultimi, quasi l’ 80% è impegnato alla voce "Sostegno e incentivazione commercio – Iniziative enti locali". Si tratta di iniziative come Salone del Libro, Salone del Gusto, ma anche e soprattutto fiere, sagre di paese, manifestazioni ortofrutticole: la vera passione di Casoni. I consumatori non ci stanno. "Interrompere il nostro servizio è un danno – dice Silvia Cugini dell’ Adoc – Gli sportelli sono un fiore all’ occhiello del Piemonte, citati come esempio a livello nazionale. Diamo risposte a tutti quei cittadini che non si possono permettere un avvocato". Le associazioni si occupano soprattutto di bollette, liti con gli operatori telefonici, controllo della salute degli alimenti, piccole e grandi truffe (vedi Aiazzone). "E’ chiaro che a questo assessorato non interessa per nulla avere una politica sul consumerismo – si arrabbia Giovanni Dei Giudici di Federconsumatori – Mi domando se è la stessa linea del governatore Roberto Cota". Le associazioni hanno infatti deciso di chiedere l’ intervento del presidente della Regione, offrendo una controproposta: riduzione degli sportelli da 25 a 19 e contributo annuale non inferiore a 600.000 euro. Di armi a disposizione ne hanno. Non più tardi dell’ ottobre 2009 la Regione ha votato una legge bipartisan che ha istituzionalizzato la rete degli sportelli dei consumatori. I nuovi e più rigidi parametri hanno fatto scomparire dieci delle diciassette associazioni. Sono rimaste le più solide: Acp, Acu, Movimento Consumatori, Codacons, Federconsumatori, Adoc e Adiconsum. Il contributo previsto per legge era di 1,5 milioni. Dove sono finiti quei soldi? Forse sulla bancarella di qualche sagra di paese.
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