I consumatori stanno con chi li difende
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fonte:
- Il Gazzettino
Gli impegni di Conte (Codacons)
Venezia
Franco Conte è il presidente del Codacons del Veneto. Da anni si batte per la tutela dei diritti, grandi o piccoli che siano, dei consumatori. Il movimento, dopo l`esordio nelle elezioni europee dello scorso anno, è di nuovo della partita e lui cerca di sdrammatizzare: «Quest`anno sono i 400 anni di Don Chisciotte, chissà che non sia la volta che ha ragione».
Ma perchè i consumatori hanno sentito l`esigenza di scendere in campo direttamente?
«Da quando non ci sono più grandi contrapposizioni ideologiche si può scegliere tra proposte di soluzione di problemi. Ma queste proposte hanno bisogno anche di gambe politiche e quindi bisogna essere dentro i luoghi dove si assumono le decisioni di governo. Il sistema bipolare offre grande potere negoziale a piccole forze politiche ma con chiara identità di quello che rappresentanto: basta guardare alla Lega con il suo 4 per cento a livello nazionale o allo stesso Pannella corteggiato da entrambe le coalizioni».
Questo però significa schierarsi?
«Certo, il bipolarismo esige una scelta. Noi in alcune Regioni, l`Emilia Romagna per esempio, abbiamo deciso di correre da soli, in altre, come in Veneto, siamo a fianco del centrosinistra e in altre ancora siamo con il centrodestra».
Tutto ciò non è un po` ambiguo?
«Come risultato sì, ma è coerente come principio. Non scegliamo per appartenenza precostituita, ma optiamo di volta in volta per il candidato presidente che garantisce le maggiori attenzioni alle problematiche del consumatore».
Che apporto avete dato al programma della coalizione?
«In questo momento prevale la priorità di tutela del potere d`acquisto per far fronte alla “crisi della quarta settimana“ quando i consumi delle famiglie crollano. Puntiamo non a un controllo contemplativo dei prezzi, a un semplice osservatorio sulla base delle cui rilevazioni lamentarsi, ma viceversa a un monitoraggio su come si formano i prezzi e a interventi laddove ci sono situazioni paradossali. Non è possibile che a fronte di ottimi raccolti di frutta i prezzi rimangano alle stelle con il risultato che i produttori hanno incassato prezzi modesti e i consumatori hanno mangiato meno frutta perché carissima».
E allora cosa si può fare?
«Fissare settimanalmente una possibilità di accesso dei produttori a un`area cittadina per un mercato diretto campagna-città: questo obbligherà tutti a rivedere i prezzi».
Altre proposte?
«Poi c`è tutta la fascia dei problemi che vanno dalle liste d`attesa in sanità ai servizi ferroviari, dalla crisi di Volare ai bond argentini che i veneti hanno pagato caramente e dove al silenzio complice della Banca d`Italia, della Consob, del ministero del Tesoro si è aggiunto il silenzio delle istituzioni venete. Che una volta il governatore Galan fosse intervenuto sul risparmio tradito… Si tratta di scenari dove i consumatori hanno scelto Carraro perchè non ne possono più. Sappiamo che la Regione ha poteri limitati, ma che almeno quelli che ha li usi. Per esempio, ha un grande potere di cassa e allora non conceda i servizi di tesoreria alle banche che si comportano in modo sleale con i risparmiatori. Oppure prendiamo il difensore civico che non può essere una delle voci del bottino da spartirsi, i partiti devono fare un passo indietro e dare reale autonomia alla sua funzione».
Quanto valgono, percentualmente, i consumatori?
«Abbiamo coscienza dell`1 per cento raccolto alle ultime elezioni, ma i sondaggi ci danno in Veneto al 3 per cento. Ma non è tanto il voto che ci interessa quanto l`aver avuto la possibilità di mettere nell`agenda politica i problemi dei consumatori per la prima volta in 35 anni. Comunque, se stiamo a metà strada tra i due dati, un consigliere lo esprimiamo; se poi vince il centrosinistra, io sono nel listino».
Nell`occasione vi siete gemellati con ecologisti e riformatori liberali.
«Il Codacons ha sempre avuto una grande attenzione ai problemi ambientali, basta pensare alle battaglie contro i campi elettromagnetici, e quindi è aperto a questi contributi; lo stesso vale per i riformatori liberali che fanno fatica a trovare una sistemazione organica nei partiti a causa della loro indipendenza e quindi sono ottimi compagni di viaggio».
Ma lei non ha simpatie per la Margherita?
«Certo, tanto che in Comune a Venezia mi presento per la Margherita. Proprio il fatto che non siamo un partito e che ci accostiamo di volta in volta ai problemi ci dà questa libertà di scelta. E la Margherita, aprendosi a iniziative civiche, ha consentito questo passaggio».
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