28 Febbraio 2008

I consumatori reclamano rapidi interventi

“Rapidi interventi“ per calmierare i costi ed i prezzi dei prodotti energetici, che hanno pesanti ricadute, dirette ed indirette, sul potere di acquisto delle famiglie. � la richiesta di Adusbef e Federconsumatori che calcolano per i carburanti una ricaduta annua di 140 euro; per il riscaldamento domestico 150 euro annui in più; per la luce ed il gas 200 euro in più all anno. Quindi, il totale delle ricadute sulle famiglie è pari a 490 euro annui con una stima inflattiva di circa 1,7% sulla spesa annuale delle famiglie. Del resto “dal petrolio discendono le bollette di luce e gas, il prezzo dei carburanti, il costo del riscaldamento domestico e l incidenza, quale materia prima, per la produzione dei prodotti di largo consumo, nonchè per i costi di trasporto degli stessi“. “Infatti, con il petrolio a oltre 100 dollari al barile ed il cambio euro/dollaro a 1,50, che ne mitigherà gli effetti, la situazione -sostengono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti a nome delle due associazioni – deve preoccupare alquanto sia le famiglie italiane, sia i responsabili istituzionali del nostro Paese. Infatti per costi diretti le famiglie si troveranno a dover affrontare costi più elevati per servizi e beni fondamentali che li riguardano“. Anche i costi indiretti incideranno nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo a causa di “tre questioni fondamentali: la prima causata da maggiori costi trasporto; la seconda è relativa all aumento del costo della Virgin Naphta che è la materia prima ricavata dal petrolio che le industrie utilizzano per la trasformazione chimica e per l ottenimento di plastiche-vernici-detersivi; la terza per i costi energetici per le trasformazioni industriali con esclusione di quelle alimentari“. Il secondo totale relativo alle ricadute indirette è calcolato da Adusbef e Federconsumatori pari a 430euro all anno, con una stima inflativa di circa l 1,4%. “Complessivamente l aumento inflattivo, per costi diretti ed indiretti, si attesterebbe al 3,1%“, conclude la nota. Anche il Codacons, secondo cui dal 2001 ad oggi abbiamo subito un maggiore aggravio pari a 525 euro per il gasolio e 416 per la benzina, giunge a chiedere misure incisive sui prezzi del carburante, a partire dalla riduzione delle accise per almeno 5 centesimi di euro al litro. “Un provvedimento – ricorda il presidente Codacons, Carlo Rienzi – che era stato promesso da tempo dal Governo ma che per oscuri motivi non ha mai trovato concreta attuazione“. “Su base annua – dice Rienzi – una famiglia spende oggi per il pieno di carburante 525 euro in più per il gasolio, 416 euro in più per la benzina, ipotizzando due pieni al mese“. “Questi dati – conclude Rienzi – si commentano da soli, ed esprimono in tutta la loro drammaticità i rincari che stanno colpendo i cittadini italiani sul fronte dei carburanti. Non si può più aspettare: le accise devono essere tagliate subito, e di almeno 5 centesimi di euro al litro“.

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