20 Gennaio 2006

I consumatori: “Per le famiglie 400 euro in più all`anno“

Primi bilanci, mentre crescono i tagli giornalieri (ieri -12,2%) di Gazprom

I consumatori: “Per le famiglie 400 euro in più all`anno“

L`allarme gas ci costerà carissimo

MILANO – Cresce l`allarme gas, scatenato dall`ondata di freddo che attanaglia la Russia e continuerà a restare eccezionale ancora per un`altra settimana. Ieri è arrivato in Italia il 12,2% in meno di quanto richiesto alla Gazprom, fa sapere l`Eni, spiegando che si tratta di una quantità pari al 2% dei consumi. Consumi che aumentano anche in Italia, per colpa del freddo intenso: si sta quindi mettendo mano agli stoccaggi, che a loro volta rischiano di scendere a livello di guardia. “Sono insufficienti“ ad affrontare le emergenze climatiche e geopolitiche, ha fatto sapere infatti ieri il presidente dell`Authority, Alessandro Ortis. E il trend dei cali è in salita. Dopo un ammanco del 5,4% martedì, il gap si è allargato mercoledì al 6,8% e ieri al 12,2%. Ma intanto gli operatori cominciano a fare i conti. L`emergenza gas potrebbe costarci fino a 600 milioni di euro. Una cifra colossale, che andrà inevitabilmente a scaricarsi prima o poi sulle tasche degli utenti, attraverso le bollette. Il costo dell`intervento – secondo i calcoli del “Quotidiano Energia“ – deriva in gran parte dall`eventuale ma ormai scontato ricorso all`olio combustibile nelle centrali termoelettriche che lo consentono già ora e in quelle che lo potranno fare con eventuali deroghe. E` questa la misura principale che si ha in animo di rendere concreta, poiché dall`interrompibilità commerciale ci si aspettano pochi risultati. Malgrado la serenità ostentata ieri dal ministro Claudio Scajola (nella foto Ap), il governo dovrebbe prendere questa ed altre misure nell`ambito di un decreto in via di stesura, che verrà presentato al prossimo consiglio dei ministri di martedì. Il provvedimento conterrebbe anche l`avvio effettivo dell`interrompibilità tecnica (che al contrario della precedente, va remunerata) e il ricorso all`utilizzo delle scorte strategiche di olio combustibile. Il “picco“ della crisi sarebbe atteso, secondo i produttori che si sono incontrati ieri con il ministro Scajola, tra il 30 ed il 31 gennaio. E l`avvio della terza e quarta fase di emergenza (le prime due sono già state attivate), con i 6 milioni circa di risparmio di ricorso al gas, non sono ritenute sufficienti se si tiene conto degli effetti attesi a fronte di quelli reali. Enel e Edison sono già pronti a mandare avanti a olio combustibile le centrali elettriche dual-fuel, che hanno solo bisogno del via del ministero delle Attività Produttive. Ma non sono molte. Per rendere effettivo il risparmio atteso ed evitare accuse di parzialità, occorre estendere la deroga anche agli altri operatori e qui non si può fare a meno del “concerto“ del ministero dell`Ambiente. Un provvedimento, questo, che richiede tempi più lunghi. C`è poi il problema della qualità dell`olio. L`utilizzo dell`Stz, il più costoso e difficile da reperire, dovrebbe essere il più possibile temperato con quello del Btz, più inquinante. In ogni caso, il “mix“ di olio cui si farà ricorso determinerà per alcuni impianti un maggior costo di produzione. Di qui la necessità di venire incontro alle spese dei produttori: a larghe spanne, 10 milioni di euro al giorno, 300 milioni di euro al mese, 600 in due. A chi toccherà l`onere? Per ora non è chiaro. Con una certezza dietro l`angolo: alla fine si andrà ad attingere alle tasche degli utenti. I consumatori dell`Adoc e del Codacons parlano di un aggravio, sulle bollette delle famiglie, di oltre 400 euro l`anno: “Nel 2006 – dicono le associazioni – la spesa annua a famiglia per chi utilizza gas metano, ovvero 13 milioni di utenze, potrebbe aggravarsi del 40% a seguito di contingenze internazionali: da una media di 1.034 euro del 2005 la spesa annua passerebbe a 1.447,6 euro, con un incremento quindi di 413,6 euro“. Una maggiore spesa che nel complesso si tradurrebbe – secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori – in un maggior esborso complessivo per oltre 566 milioni di euro su base annua.

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