25 Marzo 2011

I consumatori ora sono pronti a mobilitarsi

Armiamoci e partiamo. Lo scudo protettivo per i risparmiatori traditi da finanziarie truffaldine e crack esplosi dopo lenta maturazione mette subito in moto le associazioni dei consumatori. La sentenza di Cassazione n. 6681/2011, di fatto, conferma la condanna d’ Appello nei confronti della Consob al risarcimento del danno subito da un gruppo di risparmiatori, truffati tra il 1990 e il 1992 da una Sim, perché la Commissione di vigilanza era intervenuta solo tardivamente a sospenderne l’ attività."Già con il crack Parmalat – ha spiegato Carlo Pileri di Adoc – avevamo adombrato dubbi sull’ effettiva capacità di vigilanza sostanziale della Consob sulle società. Alla punibilità deve sempre seguire il risarcimento del danno. Per questo studieremo la sentenza per capire se ci sono situazioni analoghe che possano far sperare i risparmiatori in un esito positivo andando in causa. E se così sarà, li tuteleremo".Durissimo, invece, Elio Lannutti, presidente di Adusbef e senatore dell’ Idv, con l’ ex numero uno di Consob, Lamberto Cardia. "La condanna inflitta alla Consob dalla Cassazione – ha affermato Lannutti – consolida l’ orientamento per cui la commissione è responsabile per omessa o carente vigilanza sui protagonisti della raccolta del risparmio, che hanno truffato i risparmiatori. La sciagurata gestione Cardia è stata connivente con questo sistema e ha ricevuto una solenne batosta. Come Adusbef – ha aggiunto – attiveremo azioni di rivalsa perchè i responsabili, con nomi e cognomi, siano chiamati a risponderne".Non si è fatta attendere la replica di Cardia: "La vicenda Sfa, per la quale Consob è stata condannata a risarcire i risparmiatori coinvolti – ha affermato l’ attuale numero uno delle Ferrovie dello Stato – risale al 1990-1994, quando svolgevo la mia attività di magistrato della Corte dei Conti e non avevo alcun incarico in Consob, dove sono arrivato nel 1997 come commissario. Quindi è del tutto privo di fondamento attribuirmi qualsiasi responsabilità o coinvolgimento nel caso Sfa"."La Cassazione stabilisce un principio – ha spiegato Carlo Rienzi, presidente di Codacons – che sosteniamo da sempre: chi ha il dovere di controllare e non lo fa, o lo fa male, è corresponsabile dei danni prodotti. In passato abbiamo già sollevato azioni legali contro la Consob e questa sentenza rafforza semplicemente la nostra posizione. Già abbiamo promosso azioni (con valutazioni legali di fattibilità gratuite) ai risparmiatori vittime di banche che hanno venduto loro titoli spazzatura. Questa sentenza ci dice, finalmente, che siamo sulla strada giusta".Plaude alla sentenza – con alcuni distinguo, invece, – Pietro Giordano di Adiconsum: "E’ un bene, ha detto, che chi è responsabile paghi. Ma se da un lato si riconosce la responsabilità indiretta della Consob, dall’ altro il legislatore ha sterilizzato le norme sulla class action, quelle che realmente avrebbero consentito alle vittime di truffe e titoli spazzatura , di ottenere piena giustizia". RIPRODUZIONE RISERVATA

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