30 Giugno 2011

I consumatori: mazzata di 900 euro per le famiglie

ROMA Una manovra «light» secondo il governo,
una vera «stangata» per le famiglie secondo
i consumatori. Escono i primi conti delle associazioni
dei consumatori sull’impatto
sulle famiglie del piano triennale in discussione
al Consiglio dei ministri.
Sono stime preliminari, ma univoche,
che vedono mettere le mani
nelle tasche degli italiani per
diverse centinaia di euro e colpire
– dicono le associazioni –
«sempre gli stessi», a partire dai
pensionati e dai dipendenti pubblici.
Le misure di austerità previste per
l’anno in corso costano 500-600 a famiglia
nell’ipotesi più ottimista, firmata
dall’Adiconsum, 729 euro nella prospettiva
di Federconsumatori e Adusbef e raggiungono
addirittura 927 euro considerando l’impatto
dei recenti aumenti delle accise sui carburanti
e della soglia per il tasso di usura.
Entrando nel dettaglio del provvedimento, i
pensionati, secondo le primissime stime Adusbef-
Federconsumatori, saranno penalizzati
dall’automatismo della rivalutazione
per 300-600 euro l’anno, i dipendenti
pubblici avranno una diminuzione
annua di circa 1.300
euro e tutti i cittadini subiranno
un ricarico per i ticket di 75
euro a famiglia.
«La manovra impatterà pesantemente
ma in maniera differenziata
sulle famiglie italiane. Pagheranno
gli stessi di sempre, a
partire da dipendenti pubblici e
pensionati», osserva il segretario generale
dell’Adiconsum, Pietro Giordano, con
cui concordano i presidenti di Adusbef, Elio
Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti,
che parlano di «ricadute negative sui redditi
delle famiglie italiane (già colpite duramente
dalla crisi economica) e soprattutto verso le
famiglie a reddito fisso».
Se le associazioni dei consumatori considerano
«necessario il rigore», con le parole di Giordano,
temono gli effetti della stretta sulle famiglie
sui consumi e di conseguenza sulla crescita.
La manovra è «un’insopportabile stangata», secondo
Lannutti e Trefiletti. E il suo carico sui
bilanci familiari potrebbe ancora aumentare.
Il Codacons ha stimato che il possibile «aumento
di un punto di Iva per le aliquote più alte del
10 e del 20%, si tradurrebbe in una tassa annua
di 290 euro a famiglia, sempre che non finisca
per innescare ulteriori meccanismi speculativi
sui prezzi».
E «resta inoltre da valutare – secondo l’associazione
– l’impatto di diverse misure ancora fumose
come la nuova tassa sull’alta velocità ferroviaria
».
 

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