I consumatori: ma le compagnie aeree continuano a far pagare il caro-carburante
-
fonte:
- La Stampa
Quando il prezzo del greggio va giù stiamo tutti col fucile puntato sulle compagnie petrolifere perché non riducono i listini della benzina e del gasolio; ma che dire delle compagnie aeree? L’ associazione di consumatori Codacons si è scatenata con una raffica di 104 esposti presso altrettante procure, più l’ Antitrust e l’ Enac, perché «il prezzo del barile è calato di oltre il 60% ma le compagnie aeree continuano a far pagare il fuel surcharge», cioè il supplemento per il caro-carburante introdotto quando il greggio aveva tutt’ altro prezzo. «Si tratta di un balzello» dice il Codacons «che pesa dai 25 euro a biglietto per le tratte brevi fino a 450 euro per i viaggi lunghi. Una spesa che dovrebbe essere indicizzata alle quotazioni del petrolio, ma che sembra conoscere solo adeguamenti al rialzo». Come rispondono le compagnie aeree? Quelle italiane e straniere attive in Italia sono federate dall’ Ibar (Italian Board Airline Representatives) di cui è presidente Umberto Solimeno. Che spiega che il supplemento sul carburante non adegua il prezzo del cherosene alle piccole oscillazioni del petrolio ma alle sue grandi fluttuazioni: «Dalla fine degli Anni 90 – dice – tutte le compagnie aeree hanno reagito alla grande imprevedibilità del barile negoziando contratti di fornitura pluriennali, a prezzi che oscillano fra un minimo e un massimo. Questo meccanismo si chiama “hedging”. Adesso è passato solo un anno dall’ avvio del ribasso del greggio ed è troppo presto perché si senta l’ effetto sui biglietti. Però a mano a mano che i contratti pluriennali vanno a scadere il fuel surcharge viene abbassato o eliminato. Qualche vettore ha già cominciato a farlo, altri lo faranno nel 2016 e nel 2017». Ma questo riguarda i rapporti fra le compagnie e i fornitori di cherosene. Perché i viaggiatori dovrebbero essere coinvolti? I contratti di hedging che fanno le compagnie aeree sono parte del rischio d’ impresa. Le compagnie hanno detto per anni ai clienti che il fuel surcharge era qualcosa di indipendente dalla loro volontà. E ora dicono ai clienti che questo non vale più, e che ci sono altre variabili in gioco, e che perciò non possono tagliare i supplementi? Solimeno risponde che «se 1100 compagnie aeree hanno fatto così è stato per ragioni oggettive». Nelle comunicazioni periodiche la Iata (federazione mondiale dei vettori aerei) dice che le compagnie stanno risparmiando parecchi miliardi grazie al petrolio che costa poco. Non sarà che questa storia dello hedging vale a giustificare il fuel surcharge solo in Italia? Il presidente dell’ Ibar risponde che «ogni compagnia decide le sue politiche in tutta la rete e non le cambia da Paese a Paese». [lui. gra.]
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
-
Tags: carburante, compagnie aeree, Fuel Surcharge, Ibar
