16 Febbraio 2012

I consumatori lanciano lo “sciopero della verdura”

I consumatori lanciano lo “sciopero della verdura”

dopo i rialzi delle ultime settimane (tra il 15 e il 20%) scatta la protesta «no all’ acquisto di merce sopra i 3 euro al kg e linea aperta per le “denunce”» i commercianti «cari solo i prodotti fuori stagione»


Le associazioni dei consumatori annunciano lo “sciopero della verdura”. E gli addetti ai lavori non solo raccolgono la sfida, ma addirittura rilanciano. Facendo così propongono un vero e proprio “patto” con le associazioni dei consumatori in nome dell’ educazione. Educazione all’ acquisto ma anche educazione al consumo. E quindi anche educazione alimentare. E a lanciare questa sfida-proposta ai vari movimenti è Andrea Freschi, responsabile del gruppo Ortofrutta della Confcommercio Udine. «I prezzi di certi alimenti – spiega Freschi – sono rincarati quest’ anno come era accaduto l’ altr’ anno già nel periodo tra Natale 2010 e gennaio 2011. Il freddo e il gelo, e prima ancora lo sciopero dei Tir, hanno chiaramente influenzato l’ andamento del mercato». Freschi precisa però che al momento gli unici ortaggi che superano i tre euro sono alcuni tipi di peperoni, zucchine e pomodori. «Ma siamo in febbraio – aggiunge il responsabile di settore di Confcommercio – quindi pomodori, peperoni e zucchine sono quasi prodotti da primizia. Alla fine dunque la regola è sempre la stessa: preferire i prodotti di stagione non solo per risparmiare ma anche per poter contare su una migliore qualità». Da qui anche la proposta alle varie associazioni dei consumatori. «Le associazioni hanno tutti i diritti di organizzare proteste, ma si potrebbe fare qualcosa forse più produttivo. E anche insieme. Ovvero organizzare dei corsi di educazione alla spesa. Comprare zucchine a febbraio vuol dire ovviamente spendere decisamente più del necessario. Quando invece abbiamo tante verdure invernali, e anche ottime. Riscopriamo le ricette di una volta e avremo buone sorprese anche per il portafoglio». di Federica Barella I consumatori hanno deciso di scendere sul piede di guerra. Troppi rincari, secondo le associazioni, nella filiera della frutta e della verdura. Ed ecco allora che arriva la protesta-provocazione: uno sciopero della verdura. Uno sciopero abbinato all’ istituzione di una linea aperta continua per raccogliere le denunce e le segnalazioni dei prezzi “esagerati”. C’ è infatti chi ha avvistato in questi giorni prodotti quali le zucchine (peraltro non di stagione) anche a quasi 4 euro al chilo, con rincari (rispetto semplicemente al periodo precedente al mal tempo) che vanno ben oltre il 20 per cento. Il Movimento Difesa del Cittadino, assieme all’ Unione nazionale consumatori, Adoc e Codacons, propongono, quindi, oltre allo “sciopero della verdura”, anche le dimissioni di Mr Prezzi, una figura priva di poteri e di ruolo, incapace di bloccare qualunque speculazioni in corso, dalla benzina alla verdura, ed invitano infine il Governo. «E’ venuto il momento – spiega Raimondo Gabriele Englaro, segretario friulano del Movimento difesa dei consumatori – di inserire un emendamento nel decreto legge sul “Cresci Italia”, prevedendo l’ obbligo per i commercianti di indicare sia il prezzo al dettaglio che all’ ingrosso, ossia non solo il tradizionale prezzo di vendita ma anche il prezzo pagato dal commerciante al grossista. Un meccanismo che, in nome della trasparenza del prezzo, prodigiosamente bloccherà inflazione e speculazioni» Il Movimento difesa del cittadino è infatti chiaro: secondo quanto raccolto dagli stessi volontari dell’ associazione gli aumenti registrati, a partire dalla fine gennaio (ovvera prima dello sciopero dei tir e delle gelate) negli ultimi periodi di aggirano su una media del 15 per cento. «Ma al di là dei prezzi medi precisa Raimondo Gabriele Englaro – , ci sono rialzi che hanno toccato, in alcuni giorni, il anche il 100 per cento, in particolare per le zucchine e certi tipi di insalata. Anche se per fortuna in provincia di Udine questi eccessi non si sono registrati». Da qui l’ idea di lanciare lo sciopero della verdura, anche attraverso il “Casper”, ovvero il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, e lo stesso Movimento difesa del cittadino aderisce. «Quello che chiediamo – precisa Englaro – è di non acquistare frutta e verdura se i prezzi varcano la soglia fatidica dei 3 euro al chilo, un tetto che, salvo alcune rarissime eccezioni (come ad esempio l’ aglio) dimostra che è necessario e doveroso rinviare l’ acquisto a tempi migliori o perché è in corso una speculazione o perché si tratta di prodotti decisamente fuori stagione. Ovviamente anche se i prezzi sono sotto i 3 euro non vuol dire certo che siano giusti o convenienti». Ed ecco allora l’ appello sul monitoraggio costante. «E’ opportuno che i cittadini consumatori ci segnalino eventuali rincari ingiustificati. Si può mandare anche semplicemente una mail all’ indirizzo [email protected]». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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