18 Aprile 2008

I Consumatori lanciano l`allarme-rincari

Rincarano i carburanti, in media del 13,6% su base annua, e i principali prodotti alimentari. Per questo l`Adoc chiede al nuovo governo Berlusconi interventi “rapidi e concreti“ su carburanti e beni di prima necessità. Carlo Pileri, Presidente dell`associazione di consumatori, si appella al prossimo esecutivo chiedendo immediatamente “misure significative“ contro il caro greggio, quali la riduzione incisiva delle accise, di almeno 10 centesimi, dato che la recente misura adottata non è “stata sufficiente“. Pileri propone anche di intervenire attraverso un calmieramento dei prezzi dei beni di prima necessità, quali pane, pasta e latte, e attraverso una riduzione della pressione fiscale per salvaguardare i redditi fissi. L`Adoc si augura quindi che il nuovo governo sia pronto a “dialogare e ad aprire un confronto su tematiche su cui non è più possibile soprassedere, per il bene dell`economia, familiare e nazionale“. Prezzi in crescita anche per il riso. Dal 2001 a oggi ? spiega il Codacons – il prezzo medio al dettaglio del riso ha subito aumenti medi dell`80%. Ai tempi delle lire, infatti, un chilo di riso costava l`equivalente di 1,52 euro; oggi lo stesso prodotto costa mediamente 2,74 euro/kg, facendo segnare incremento del 10% solo da gennaio a oggi. I rincari che stanno colpendo il riso rischiano di avere conseguenze pesanti sui consumi delle famiglie, e di modificare le abitudini degli italiani – spiega il Codacons -. Per questo è necessario studiare provvedimenti anti-rincari non solo per il riso, ma anche per tutti quei generi di prima necessità come latte, pane, pasta, ortofrutta e carne, che rischiano di essere sempre meno presenti sulle tavole degli italiani. Infine la Cia avverte che i forti rincari di grano, mais e riso che stanno caratterizzando i mercati internazionali e il calo delle scorte alimentari, in particolare di frumento (è stato toccato il livello più basso degli ultimi 25 anni), rischiano di favorire misure neo-protezionistiche e nuove manovre speculative sugli stessi prezzi degli agroalimentari.

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