15 Ottobre 2007

I CONSUMATORI In aula per “conflitto“ e dolo contrattuale

Uno degli elementi per vincere le cause contro le banche non può essere la sola contestazione dell`articolo 31 del regolamento Consob 11522/98. Lo spiega Gennaro Baccile, portavoce nazionale della “Sos utenti“, dopo le quattro sentenze che hanno dato ragione a UniCredit chiamato in giudizio dalle imprese (si veda “Plus24“ di sabato scorso). Per Baccile, infatti, bisogna dimostrare “il comportamento contrattuale doloso dell`istituto di credito tramite la considerazione evidente che lo sbilanciamento d`alea è talmente marcato che nessun operatore qualificato, se gli venisse rappresentato chiaramente e correttamente ex ante il rischio a cui si sottopone sottoscrivendo la dichiarazione, sottoscriverebbe l`articolo 31 stesso“. Quindi, prima di dimostrare la nullità di questa norma, bisogna che i legali dimostrino il dolo contrattuale della banca. Ma non solo. Per Paolo Antonio Missineo, responsabile della Codacons di Alessandria, i professionisti dovrebbero valutare anche l`importanza dell`articolo 27 del regolamento Consob. “Questa norma – spiega l`avvocato – che riprende l`articolo 21 lettera c) del Tuf, norma sovraordinata al regolamento, impone a tutti gli intermediari professionali di ridurre al minimo il rischio di conflitti d`interesse e di segnalarne la presenza all`investitore. La banca agisce quale mandatario e alcune volte le controparti originarie dell`operazione sui derivati sono istituti dello stesso gruppo“.

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