27 Agosto 2005

I consumatori: illegale la serrata dei campi

I presidenti ai sindaci: “Fateci giocare“


Ruggeri (Atalanta): “Troviamo un`intesa o lascio“


I consumatori: illegale la serrata dei campi

La Lombardia si è data appuntamento in serie B. Cinque squadre tutte in una volta, un record: due che scendono dalla A (Atalanta e Brescia) e due che salgono dalla C1 (Cremonese e Mantova). A stare ferma è solo una, quella con il nome meno fragoroso, anzi due nomi fusi ormai nella storia del calcio: AlbinoLeffe, undicesimo posto nell`ultima stagione e terzo campionato di fila tra i cadetti. In una serie B sontuosa con quattro squadre capoluoghi di regione (Bari, Bologna, Catanzaro e Torino) e 17 capoluoghi di provincia, solo la compagine della Val Seriana mantiene la sua dimensione intima affidando all`allenatore Esposito il terzo miracolo salvezza. Ma il campionato, che è cominciato ieri con l`anticipo di Verona, sembra destinato a disputarsi su molti campi, non solo su quelli di calcio. La serie B è un macello. I sindaci, tra cui quelli di Bergamo, Roberto Bruni, e di Brescia, Paolo Corsini, hanno sbarrato gli stadi (“Il sabato pomeriggio è delle famiglie, dei bambini che fanno sport, dei commercianti, delle associazioni di volontariato“), costringendo la Lega a mandare all`aria la prima giornata e a mettere un punto interrogativo su tutta la stagione, cominciata già in modo drammatico per le vicende legate a Genoa, Torino, Perugia e Salernitana. Nessuna lombarda in campo, fino a nuovo ordine. Mentre anche i primi cittadini di Mantova e Cremona annunciano la firma dell`ordinanza, il presidente della Lega Adriano Galliani minaccia azioni legali e un rinvio continuo del campionato fino alla soluzione del caso. Cioè, fino alla resa dei sindaci. Il Codacons e l`Associazione utenti sportivi ieri hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per annullare le ordinanze, perché “la chiusura dello stadio non rientra nelle competenze del sindaco“. L`Anci lombarda ha invece espresso solidarietà ai due sindaci: “Le polizie locali delle nostre città – ha detto il presidente Aurelio Ferrari, sindaco di Lodi – non possono essere interamente impegnate nelle partite. Il calcio è certamente lo sport più importante, ma non la priorità della nazione“. Esasperato il presidente del Brescia Gino Corioni: “Se non ci lasciano giocare sabato alle 15 ci dicano quando, e in fretta“. Anche Gigi Gualco, presidente della Cremonese, non vede l`ora di cominciare: “Non fatemi entrare nella polemica, parliamo solo di calcio“. “Non ne posso più. Se la situazione non cambia – fa sapere il presidente dell`Atalanta Ivan Ruggeri – conviene chiudere con il calcio. A tutti andrebbe meglio giocare in altri orari, ma se vogliamo fare sopravvivere la serie B bisogna accettare qualche compromesso. Oltre tutto, queste continue incertezze penalizzano le squadre più forti sulla carta“. Quindi? Ultima chiamata mercoledì 31 agosto alle 15. Nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese a Piacenza i sindaci si sono dati puntello per “concordare una strategia unitaria, in previsione di un probabile futuro confronto con la Lega Calcio“. Tutti in campo, tranne i calciatori.

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