14 Gennaio 2003

I consumatori fanno i conti: ecco 2 anni di rincari

I consumatori fanno i conti: ecco 2 anni di rincari

Un pensionato spende il 22% in più. «Gli aumenti eccessivi dei prezzi diventino un reato penale»

ROMA. Di tutto, di più. Continua senza sosta il pressing delle associazioni dei consumatori contri i rincari, per lo più – accusano – ingiustificati. I consumatori, insomma fanno di conto. Tra il 2001 e il 2003 – dicono – c`è stato un aumento dell`11 per cento per gli impiegati, di quasi il 7 per cento per le casalinghe, del 12,6% per gli studenti e di ben il 22,5%, il più alto, per i pensionati. Questa, secondo l`Intesa dei consumatori, la variazione della spesa con cui ogni giorno quattro tipologie di consumatori si trovano a dover fare i conti.

UNA GIORNATA-TIPO DI RINCARI – Le associazioni (Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons) hanno disegnato una «giornata tipo» per studenti, casalinghe, impiegati e pensionati, prendendo in considerazione gli acquisti che ogni tipologia effettua più spesso. In due anni la spesa standard di una casalinga (colazione per 4 persone, merenda per i figli, spesa al mercato, parrucchiere, cena per 4) è passata da 135 mila lire a 74,55 euro (+6,8%), mentre per un pensionato, la variazione è stata di poco più di 16.000 lire a 10,41 euro, cioè di oltre il 22%.

IL CARO-SPORTELLO – Ancora. L`Adusbef punta l`indice sul caro-sportello. In un anno, cioè da gennaio 2002 a gennaio 2003, il costo medio per il mantenimento di un conto corrente bancario è salito del 13,5 per cento. Mentre la sua estinzione fa spendere, mediamente, 100 euro. L`associazione dei consumatori ha quindi deciso di rivolgersi all`Antitrust europea per segnalare la scarsa vigilanza della Banca d`Italia sui costi del mercato creditizio. Secondo l`associazione di tutela dei consumatori infatti il costo medio per il mantenimento di un conto corrente bancario sul quale vengono effettuate 11 operazioni mensili, è lievitato del 13,5% negli ultimi 12 mesi e, precisamente, è passato da 360 a 412 euro. Ma il rincaro maggiore – segnala ancora l`Adusbef – è quello per la chiusura dei conti. «L`estinzione di un conto – afferma il segretario dell`associazione Elio Lannutti – costa mediamente 100 euro. Così come costosissimo è il trasferimento, per esempio, di titoli da un istituto all`altro, operazione per la quale vengono applicate commissioni altissime».

«MULTE PER CHI CI MARCIA» – Adottare un nuovo articolo del Codice penale per punire per legge i commercianti «che ci marciano». E` l`ultima proposta dell`Intesa dei consumatori per porre un freno alla corsa dei prezzi. Intervenendo nelle polemiche sui rincari, le associazioni difendono l`Istat, ma chiedono le dimissioni del suo presidente, colpevole di gestire l`Istituto come un «baraccone». Dopo aver denunciato per mesi gli aumenti dei prezzi che hanno colpito i consumatori, l`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) passa ora dalle parole ai fatti e chiede che accanto all`articolo 501 che punisce il reato di aggiotaggio sia inserito un 501 bis contro i commercianti che aumentano i prezzi di oltre il triplo rispetto all`incremento dell`inflazione segnalato dall`Istat. Pena una multa tra i 500 e i 50 mila euro.

CONFESERCENTI NON CI STA – L`Intesa dei consumatori ha dato il via a una vera e propria «caccia alle streghe» che rischia di trasformare la guerra dei prezzi «in una guerra tra commercianti e consumatori». Così il presidente della Confesercenti Marco Venturi commenta la richiesta avanzata dall`Intesa di punire con multe salate gli esercenti che aumentano i prezzi in modo ingiustificato. «Basta con questo terrorismo – afferma Venturi -. Il balletto dei dati fai da te sull`aumento dei prezzi non fa altro che aumentare la confusione nei cittadini».

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