I consumatori dichiarano ai Comuni la guerra delle bollette
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fonte:
- Il Messaggero
Acqua e rifiuti, ma anche gas, telefono posta e Ici: sulle bollette i Consumatori annunciano battaglia ai comuni ed alle aziende di servizi di pubblica utilità. E da oggi lo fanno congiuntamente con un coordinamento che, per il momento, riunisce otto associazioni pronte a confrontarsi su tasse, tariffe e tributi locali. A Perugia, subito due incontri per chiarire due “spine“ nel fianco di palazzo dei Priori: la tariffa ambientale, la revisione dei catasti e la carta comunale (fantasma) dei servizi. Ma da Spoleto a Foligno, i centralini delle associazioni raccoglono quotidianamente il grido di allarme di cittadini ed utenti sempre più stretti tra disagi e regole capestro dei fornitori di servizi pubblici. E anche sul biglietto unico regionale dei trasporti Adiconsum, Movimento e Lega consumatori, CittadinanzAttiva, Adoc, Codacons e Movimento divesa dei cittadini vogliono avere voce in capitolo. La parola chiave è “partecipazione preventiva“. E da oggi, in Umbria enti locali e fornitori di servizi di pubblica utilità, dai trasporti alla sanità, passando per le utenze domestiche, dovranno fare i conti con quello che Paolo Baronti (CittadinanzAttiva), Alessandro Petruzzi (Federconsumatori) e Carla Falcinelli (Codacons) chiamano “nuovo protagonismo delle associazioni dei consumatori“. E che tradotto significa che sulle decisioni che coinvolgono le tasche dei cittadini si dovrà fare giocoforza i conti con una “parte in causa“ che la Regione (tra le prime in Italia) ha introdotto nel 1987 accreditando le associazioni e riconocendo la centralità delle politiche dei consumatori. “Difficile pensare a decisioni come quella presa dal comune di Perugia sulla Tariffa di igiene ambientale – spiega Baronti – senza un`adeguato processo preliminare di partecipazione con i Consumatori. Ci sono problematiche e meccanismi di applicazione da valutare evitando aumenti eccessivi, come nel caso della tariffa di igiene ambientale (Tia), e decisioni unilaterali come nel caso del contributo di solidarietà sulle bollette idriche“. E il nuovo corso consumeristico parte proprio dal comune capoluogo dove il coordinamento di associazioni, la prossima settimana, si siederà al fianco di sindacati e imprese al tavolo di confronto chiamato a discutere di tributi locali. “Si cercherà di capire come saranno gestiti costi e qualità dei servizi comunali – spiega Petruzzi – a cominciare dalla Tia; ma siamo interessati anche all`evoluzione che potrebbe subire il sistema degli estimi catastali per capire le ripercussioni sui bilanci dei cittadini. E la novità è che a tale tavolo, come associazioni di consumatori, ci arriviamo per la prima volta insieme. Una richiesta di metodo che ora riguarda il capoluogo ma che sarà indirizzata a tutti i comuni umbri“. L`idea è quella di non far più passare aumenti di prezzi e tariffe senza prima consultare le associazioni dei consumatori e la questione riguarda anche tutte le società di erogazione dei servizi pubblici. “Ci sono carte dei servizi che restano lettera morta – dicono le associazioni – vissute più come un adempimento formale ad una prescrizione normativa e regolamentare che come occasione di confronto tra i diversi soggetti coinvolti, come previsto dalla direttiva del 1994“. Non a caso, anche su questo, le otto associazioni – su loro richiesta – sono state convocate dal presidente del consiglio comunale di Perugia, Roberto Ciccone, per discutere della mancata attuazione della carta comunale dei servizi. “Una sua corretta applicazione – aggiunge Petruzzi – avrebbe introdotto degli sportelli comunali del consumatore che, nel caso delle bollette dei rifiuti, avrebbero potuto assorbire parte degli utenti che, invece, si sono rivolti in massa, con estenuanti file, agli uffici della Gesenu“. Nei rapporti tra consumatori e “pubblico“, Baronti evidenzia inoltre un altro aspetto: “Il più delle volte non sono i politici (assessori o consiglieri) ad escludere le associazioni dei consumatori da certi processi decisionali, quanto funzionari (dipendenti degli enti pubblici) e apparati che, presi da logiche di autoreferenzialità, finiscono per andare contro gli interessi delle stesse amministrazioni“. Ma la stagione della lotta ai soprusi in tema di bollette e servizi riguarda anche le aziende erogatrici di servizi di pubblica utilità. A partire dal telefono. “I cittadini subiscono vere e proprie aggressioni – aggiunge Baronti – da parte dei gestori che, nel passaggio tra vecchio e nuovo, lasciano gli utenti con contratti virtuali e senza telefono“. Problemi anche con le poste. “Ci sono zone a Perugia come in altre città che, complice la nuova denominazione delle vie, non ricevono più corrispondenza e dall`ente (vedi via Mario Angeloni a Perugia) non arrivano più risposte“. Sempre più frequenti inoltre i casi di blocco delle forniture del gas per bollette pagate con pochi giorni di ritardo. “Succede a studenti ma la cosa grave che Enel Gas porta via il contatore anche ad anziani soli o a famiglie con malati in casa“. Poi il contributo di solidarietà delle bollette idriche nell`Ato 1 (per Baronti “gestito in maniera invereconda“) cui le associazioni contestano pure l`assenza di modulistica nel sito internet. “Il modulo per l`esenzione, ad esempio, potrebbe essere insetito on line“, fa notare Petruzzi. “C`è anche un problema di chiarezza e trasparenza che chi si occupa di servizi pubblici deve affrontare“. L`ultima sferzata è per il biglietto unico dei trasporti: “Non potrà mai funzionare se per decidere si vedono solo assessori, mobility manager e rappresentanti delle aziende di trasporto locale“.
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