21 Gennaio 2005

I consumatori contro la febbre del 53: fermate il gioco

E per domani continuano le puntate massicce sul numero in ritardo da 177 estrazioni

Omicidio-suicidio di Firenze dietro la strage i debiti al Lotto

I consumatori contro la febbre del 53: fermate il gioco

FIRENZE – Giocava al Lotto, anche il 53 ritardatario da 177 estrazioni sulla ruota di Venezia. Puntate pesanti a tre zeri, migliaia di euro. Un uomo da anni con gravi problemi di depressione, con una situazione finanziaria disastrosa: sotto in banca con il mutuo da pagare, assegni da coprire. Ci si è messa anche la malattia del gioco a rendere la sua vita più disperata. E´ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Franco Grassi domenica ha preso la sua Smith & Wesson 44 magnum, ha ucciso sua moglie e suo figlio e poi si è sparato. Forse puntava per risolvere i suoi problemi, forse il gioco è alla base del suo tracollo finanziario. I tre cadaveri sono stati scoperti mercoledì dai carabinieri, che ora indagano sui motivi della drammatica scelta del´ex assicuratore di 56 anni che viveva a Signa, in provincia di Firenze. Tra questi, hanno raccontato conoscenti e gestori di ricevitorie della zona, videopoker ma anche il maledetto 53, attorno al quale cresce da settimane la febbre dei giocatori italiani. Una malattia che segna un aumento preoccupante di sbocchi drammatici e che mercoledì ha fatto chiedere all´associazione di consumatori Codacons che il governo, per motivi di ordine pubblico, blocchi le giocate al Lotto proprio sul numero maledetto. Il 53 continua a beffare gli italiani. E domani c´è una nuova estrazione.
Anche il Telefono Blu si è schierato per mettere in guardia dai rischi legati a Lotto, lotterie, Bingo e scommesse. «Non abbiamo nulla contro i giochi – dice da Napoli Pierre Orsoni, presidente dell´associazione – ma riteniamo che dopo i tragici eventi sia arrivato il momento di rivedere qualcosa nelle regole. Il primo passo della nostra campagna sarà la diffusione di volantini di sensibilizzazione fuori dalle ricevitorie». In Italia, secondo Stefano Pallanti, psichiatra del centro disturbi compulsivi dell´Università di Firenze che da 10 anni si occupa di gioco d´azzardo, ci sono 25 mila persone che possono essere definite giocatori patologici. Il 20% di loro, cioè 5 mila uomini e donne sono seriamente a rischio suicidio. Altri 250 mila sono i giocatori problematici, che rischiano di diventare patologici.
Sempre in Toscana, martedì 11 gennaio c´è stata un´altra tragedia legata al Lotto. Una donna di Carrara si è uccisa gettandosi in mare. Aveva dilapidato i risparmi di famiglia, puntando anche lei sul 53. Al marito ha lasciato un biglietto sul tavolo del salotto: «Non ce la faccio più, sono schiacciata dai rimorsi, ho fatto troppi debiti per colpa del Lotto». Tre giorni fa un impiegato di una banca dell´Oltrepo Pavese è stato licenziato perché aveva rubato un milione di euro dai conti correnti dei clienti per giocare il 53 sulla ruota di Venezia. La passione per il gioco cresce e le cifre, diffuse sempre dal Telefono Blu, sono da capogiro. L´anno scorso tra Superenalotto, Lotto, Tris, Totip e concorsi a pronostici vari gli italiani hanno speso poco meno del 2 per cento del Pil: 23 miliardi di euro, oltre il 38% in più rispetto al 2003. Il Lotto è il gioco più gettonato. Rispetto al 2000, l´incremento delle giocate è stato del 42%. E i ritardatari fanno salire la febbre. Come il 53, il più assente del terzo millennio. Secondo l´Agicos, agenzia giornalistica specializzata in scommesse, il 60% delle giocate finisce sul grande ritardatario di Venezia. Anche i banditi lo sanno. Ieri il proprietario di una tabaccheria di Chiaravalle nelle Marche, è stato affrontato con armi giocattolo all´uscita del suo negozio. I due rapinatori speravano avesse l´incasso delle giocate del giorno. Erano tanti soldi ma gli è andata male: li aveva già portato via, pochi minuti prima il figlio.

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