25 Maggio 2003

I consumatori chiedono un bonus di 1.500 euro per le famiglie

I consumatori chiedono un bonus di 1.500 euro per le famiglie meno ricche

Spese, scontro sugli incentivi

Rottamazioni e sconti, no di sindacati e commercianti


Da una parte l?Istat dice che il commercio al dettaglio è aumentato a marzo solo dello 0,8% (mai così male da quasi un anno) e Unioncamere parla di volume d`affari del commercio giù dell`1,3%, dall?altro il governo studia aiuti alle famiglie per incentivare i consumi. E proprio i consumatori, insieme ai sindacati, contestano le linee sulle quali si starebbe muovendo palazzo Chigi.
Due i principali campi di intervento che – secondo le indiscrezioni circolate in questi giorni – sarebbero allo studio dei tecnici dell?Esecutivo e, in particolare, di quelli del ministero dell`Economia che vorrebbero varare il pacchetto di aiuti prima dell?estate: una serie di incentivi per alimentare il turismo (come suggeriva il premier Silvio Berlusconi), soprattutto dall`estero (musei gratis in alcune giornate, sconti per i servizi pubblici locali, riduzioni per treni ed aerei), la possibilità di ridurre l`Iva in vari settori in crisi, e misure che rilancino i consumi delle famiglie, soprattutto quello delle giovani coppie (rottamazione mobili ed elettrodomestici, agevolazioni per gli acquisti finanziati dal credito al consumo).
Per l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori), la colpa del calo dei consumi «è del governo», le cui strategie sono dei semplici «palliativi». E propone una scaletta delle priorità, in cui ci sono: l`eliminazione dei ticket che gravano sulle medicine, ripristinando il vecchio prontuario farmaceutico; un bonus fiscale di 1.500 euro, da spendere subito per tutti i redditi fino a 15.000 euro; ridurre immediatamente i prezzi e le tariffe fuori controllo come Rc auto, servizi bancari e postali; diminuire dal 20 al 10% l`Iva sul gas.
Per rilanciare i consumi «serve un vero e proprio effetto shock». A parlare è il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, per il quale «l`unica valvola che può far ripartire l`economia è proprio un rilancio della domanda interna». E un richiamo all`Esecutivo arriva dal presidente di Confesercenti, Marco Venturi, che invita il governo ad affrontare il problema con «un sistema di incentivi esteso e non con semplici interventi di facciata». La ricetta di Confesercenti punta a «un intervento sull`Iva, magari sul turismo, perchè sarebbe uno stimolo importante. Non basta, infatti, far viaggiare gli italiani in Italia, ma serve far arrivare valuta dall`estero».
No a interventi tampone, nè spot pubblicitari. Così, Cgil, Cisl e Uil incalzano il governo sulla necessità di un quadro organico e concertato di interventi. E bocciano, senza mezze misure, le indiscrezioni circa le contromisure di sostegno alla domanda interna, mirate su incentivi e sconti per l`acquisto. «I consumi sono al palo perchè sono fermi la crescita e la produzione industriale», spiega il segretario confederale della Cgil, Marigia Maulucci. «La crisi c`è ed è grave e non si può affrontare con provvedimenti slegati l`uno dall`altro», commenta il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta. «Quello che serve – spiega il numero due della Uil, Adriano Musi – è costruire insieme una politica che dia certezza nelle regole, come nel caso delle pensioni, nei contratti, come per i rinnovi, e la certezza dell`occupazione, puntando sulla qualità e non sulla precarietà». Per il sottosegretario all`Economia, Manlio Contento, la strada da seguire non è tanto quella delle rottamazioni o quella del taglio dell`Iva, ma quella di incentivare il turismo, anche con una efficace campagna pubblicitaria che ricrei un clima di fiducia nelle famiglie».
Intanto, il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, propone il ricorso al microcredito «in maniera diffusa» per sostenere i consumi delle famiglie.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox