4 Gennaio 2003

I consumatori chiedono saldi liberi

Per frenare la crescita dell`inflazione. La grande distribuzione contesta i dati Eurispes

I consumatori chiedono saldi liberi

Roma – Il caro vita preoccupa le varie associazioni dei consumatori, uniti nel giudicare con preoccupazione gli ultimi dati Istat e pronti a fornire ricette per battere l`inflazione, la «situazione preoccupante per i cittadini italiani». «Nessuna discesa dell`inflazione equivale a nessun ottimismo, commenta l`Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) che definisce inoltre «una magra consolazione» l`osservazione del ministro Marzano che l`Italia è a metà classifica dei paesi Ue. E per vincere la battaglia inflazione, l`Intesa propone di liberalizzare i saldi perché, sostiene, «si aumenterà la concorrenza, i commercianti potranno scegliere quando e come effettuare gli sconti e si avrà inoltre una diminuzione generale dei prezzi spalmata su tutto l`arco dei 12 mesi. Ridurre i prezzi del 10% per rilanciare i consumi è la scelta coraggiosa che Adiconsum chiede a commercianti e grande distribuzione. Ma l`appello è anche rivolto al governo, perchè tenga i prezzi sotto controllo. Riguardo le tariffe, la proposta dell`associazione è che non debbano superare il tasso di inflazione. Contro gli «omessi controlli sui prezzi e la colpevole inerzia di coloro che avevano il dovere di vigilanza» punta l`indice il presidente dell`Adusbef Lannutti parlando per l`Intesa dei consumatori. «Proprio il governo italiano, oltre ai tecnocrati di Bce, Comitato Euro, Fondo Monetario e Eurostat – secondo Lannutti – è direttamente responsabile della ?rapina del secolo?, consumata, con il pretesto dell`euro e soprattutto in Italia, a danno dei consumatori». Oltre Adiconsum, se la prende con i commercianti anche l`Aduc, secondo cui «l`analisi dei prezzi ortofrutticoli conferma quello che sosteniamo da mesi: la colpa dell`aumento è da attribuire al sistema distributivo, cioè il mondo del commercio, dal grossista al dettagliante. Nella grande distribuzione c`è intanto chi prende le distanze dalle cifre sui pesanti rincari nei prezzi alimentari rilevate da Eurispes. Coop invita Eurispes a fornire l`elenco dei supermercati oggetto della rilevazione sottolineando che «nella denuncia Eurispes, per fare qualche esempio, si afferma che la pasta sarebbe aumentata del 23,46% mentre nei negozi Coop l`aumento è stato dello 0,1%; il caffè sarebbe cresciuto del 36,79% mentre in Coop il prezzo è diminuito dello 0,7%; le acque minerali sarebbero aumentate del 48,43%, a fronte di aumento Coop del 2,2%. E quanto a Esselunga, sottolinea che il dato di inflazione interna registrato nel 2002 sul totale dei 115 punti vendita è paria a -2,0% sul totale degli articoli e scende addirittura a -5,41% nel solo comparto alimentare.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this