I consumatori bocciano Bondi
MILANO – “Enrico Bondi ha fatto un miracolo. Spero che gli azionisti lo confermino alla guida di Parmalat il prossimo 8 novembre“. Al ministro per le attività produttive Claudio Scajola piace molto il ritorno di Bondi a Collecchio, dopo i 22 mesi di amministrazione straordinaria che hanno salvato dal crack il gruppo alimentare. Ricorda Scajola: “Parmalat era al fallimento ed è riuscita a non far perdere neanche un posto di lavoro, a rimettersi in Borsa mantenendo i suoi mercati“. Merito di Bondi, insiste il ministro: “E` logico che completi la sua opera anche perchè ci sono ancora aperti dei contenziosi con alcune banche nel mondo“. All`indomani della decisione di Bondi di rientrare in campo i grandi soci e le banche non commentano. Ma, se l`ipotesi di un Bondi 2 è supportata dai fondi internazionali aggregati dalla banca d`affari Lehman Brothers, riceve invece una brusca bocciatura dai movimenti dei consumatori, nettamente contrari alla riconferma del manager toscano. Le associazioni dell`Intesa Consumatori ( Adoc, Adiconsum, Adusbef, Federconsumatori) avevano già presentato un ricorso al Tar contro la nomina di Bondi a commissario. Ora rincarano la dose contro Bondi: “Per la questione dei bondi argentini è stato reestituito il 25% del capitale investito mentre per la vicenda Parmalat è stata restituita solo una media fra il 12 e il 18% del capitale“. Quindi gli interventi di Bondi vengono giudicati “inadeguati e insufficienti“. Con una velenosa coda personale che chiama in causa i costi dell`amministrazione straordinaria: si parla di 90 milioni di euro in meno di due anni. “Soldi che dovrebbero essere utilizzati per risarcire i risparmiatori traditi“. Con o senza Bondi, restano tuttavia molte incertezze sul futuro industriale di Parmalat. In Borsa ieri è tornato a prevalere il pessimismo e il titolo è scivolato del 3%. Le incertezze riguardano l`esito del braccio di ferro che si profila in assemblea (l`Opa Granarolo ai prezzi attuali potrebbe essere un`ipotesi realistica) ma anche la concreta possibilità di realizzare gli sperati miliardi di euro dalle cause risarcitorie avviate da Bondi. Molto dipende dall`atteggiamento che terranno in assemblea le banche, sia italiane sia straniere. Ad un ipotetico fronte compatto delle banche italiane, infatti – secondo una stima del Financial Times – farebbe capo circa il 27% del capitale della nuova Parmalat mentre un altro 9% sarebbe in mano agli istituti di credito esteri. Intanto, domani va all`asta a Parma un pezzo dell`impero personale dell`ex patron di Collecchio, Calisto Tanzi. Si tratta di una maxi tenuta agricola di 682 ettari vicino a Roma. Prezzo base: 50 milioni di euro.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: argentina, Enrico Bondi, intesa, Parmalat, Risparmiatori
