10 Febbraio 2007

I consumatori: Bersani, non mollare

?Siamo fermamente contrari a questo nuovo sciopero: questa categoria non può fare quello che vuole“

I consumatori: Bersani, non mollare

Continua il muro contro muro tra associazioni di tutela e compagnie petrolifere La decisione di chiudere le pompe a fine mese innesca nuove polemiche




ROMA. I consumatori incitano il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani a tener duro sulle liberalizzazioni, le compagnie petrolifere si dicono “amareggiate“ ma disposte al dialogo con il governo, Silvio Berlusconi soffia sul fuoco definendo le liberalizzazioni “una presa in giro“ e liquida l`argomento in due parole. Giorni caldi per Bersani che viene strattonato in direzioni opposte. “Ribadiamo con forza“ scrivono Adusbef e Federconsumatori “la nostra opposizione a questa serrata che comporterà disagi a tutti i cittadini. Sembra che i benzinai possano decidere e fare ciò che vogliono“. Questa è la prima reazione all`annuncio dei quattro giorni di blocco delle pompe di benzina, da 27 febbraio al 2 marzo. “Tutto ciò è inaudito“ continua la nota “ricordiamo che la possibilità di vendere carburanti nella grande distribuzione è un processo già avviato in tutti i paesi europei che comporta risparmi consistenti di 9 centesimi al litro, pari a 100 euro all`anno di costi diretti“. Le associazioni dei consumatori annunciano un boicottaggio “a partire dal 15 marzo, giorno in cui per un mese indicheremo quale marchio di benzina boicottare, per poi passare al 15 aprile per un nuovo boicottaggio e così via per tutti i marchi“. Il Codacons chiede che “la commissione di garanzia sugli scioperi intervenga con urgenza contro la serrata di 4 giorni indetta dai benzinai“. Secondo il Codacons “la commissione deve impedire ai distributori di benzina di mettere in atto altri giorni di protesta che causerebbe gravissimi danni ai cittadini. Se non verranno presi seri provvedimenti in tal senso la stessa Commissione dovrà assumere le sue responsabilità, alla luce dell`eventuale omissione di atti d`ufficio“. Il Codacons ha già presentato esposti in 102 Procure della Repubblica. Sul fronte dei petrolieri ci sono due atteggiamenti. Il primo sostenuto dal presidente dell` Unione petrolifera Pasquale De Vita, il quale aspetta la convocazione del governo, ma accusa i precedenti governi di “aver fatto irruzioni limitando qualsiasi libertà di negoziazione tra le parti“. E aggiunge di essere in attesa “di una maggiore diffusione dei distributori self-service“, richiamando il potere politico alle sue responsabilità. Il secondo atteggiamento è quello dell`Assopetroli, il cui capo Enrico Risaliti, che è iscritto alla Confcommercio, scrive una lettera a Bersani. In essa ricorda che “in oltre 12.000 impianti è presente il “fai da te“ con vendite del tutto innovative, abbinato al rifornimento servito particolarmente gradito al consumatore italiano“. Queste caratteristiche, secondo Risaliti, rendono “la rete italiana più moderna e flessibile di quella europea, consentendo al consumatore, la possibilità di scegliere quale rifornimento fare“. L`Assopetroli ricorda a Bersani che il prezzo realmente praticato comporta diffusi sconti dell`ordine di 3/5 centesimi di euro rispetto ai prezzi di riferimento comunicati al ministero“ L`Assopetroli sostiene ancora che l`automobilista che vuole fare benzina nel centro di un supermercato sarebbe intrappolato dall`idea di un falso risparmio “non considerando i costi della strada da percorrere per il rifornimento ed i maggiori oneri sociali dovuti al correlato aumento del traffico e dell`inquinamento“. Il concetto di distanza minima “non è originato da ragioni di protezione commerciale dell`insediamento, bensì da motivi di sicurezza sempre esistiti. Del resto “sostenere che le attuali distanze minime previste nelle leggi regionali (mediamente 500/1500 metri) costituiscono una barriera all` ingresso sembra una forzatura“.

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