15 Dicembre 2001

I consumatori: aumenti a raffica, regole dribblate

IL CONTO ALLA ROVESCIA DELLA VALUTA EUROPEA

I consumatori: aumenti a raffica, regole dribblate

Codacons e Adusbef accusano, da ottobre a oggi cinema, bibite, liquori, Cd più cari fino al 20-40%

ROMA – A 17 giorni dall`entrata in vigore dell`euro, l?Italia è inondata da aumenti. Nelle maggiori città solo due negozi su 10 hanno mantenuto i prezzi di novembre: gli altri, adattando i listini all`euro, hanno effettuato arrotondamenti per eccesso provocando aumenti medi dal 20 al 40%, sfidando le raccomandazioni dell`Ue, le direttive Cipe e gli inviti delle istituzioni. Lo denunciano Codacons e Adusbef. «Molti dettaglianti, enti e grandi società – hanno detto ieri i presidenti delle due associazioni, Carlo Rienzi ed Elio Lannutti – hanno ritoccato i listini per eccesso. E gli accordi stipulati al ministero dell`Industria tra associazioni di consumatori e commercianti non prevedono sanzioni per quanti non rispetteranno i patti».
Alcuni esempi citati da Codacons e Adusbef: l?acqua San Benedetto dalle 550 lire di ottobre alle 562 di dicembre. Il liquore Sheridan`s da 14.990 lire a 16.981 lire (+1.991 lire). Una confezione da 4 Pepsi da 5.880 a 5.983 (+103) e il brandy Vecchia Romagna da 14.990 a 16.981 (+1.991).
La tendenza predominante – accusano Codacons e Adusbef – è frazionare i prezzi in lire per arrotondare il prezzo in euro. Una scatola di biscotti che a ottobre costava 2.900 lire ora costa 1,60 euro, 3.098 lire. E il consumatore paga 3.100 lire, 200 in più. I panini all`olio sono passati da 4.900 a 5.227 lire (2,70 euro) con un aumento di 300 lire.
Poi, il cinema. I biglietti ai Warner Village salgono di oltre il 4%, da 13.000 lire (6,71 euro) a 13.554 lire (7), e da 14.000 (7,23) a 14.522 (7,50). I ridotti da 10.000 (5,16) a 10.649 (5,50) e da 8.000 (4,13) a 8.713 (4,50).
Nel mirino anche le Fs. Dopo l`aumento del 4,15% delle scorse settimane, il Codacons sostiene che le Fs non sempre effettuano arrotondamenti corretti. L`abbonamento mensile «entro 30 km» in Emilia Romagna (72.000 lire) è stato arrotondato per eccesso a 37,19 euro anziché 37,18 come da delibera Cipe e norme comunitarie.
Dopo l`aumento a 1.700 lire, le associazioni temono anche un secondo ritocco a 1 euro per i quotidiani. Rincarano intanto i Cd. Il prezzo è arrivato in molti negozi a 41.000 lire. E persino le banche, secondo le due associazioni, lucrano sull?euro. Oltre alle commissioni, sale anche il costo dell`assegno, da 100 lire a 116 lire. E il blocchetto in euro non sarà gratuito, come da accordi, ma si dovrà invece pagare. Per l`Italia inoltre, in caso di contestazione su un`assegno – precisano le associazioni consumatori – prevale l`importo in lettere e non la cifra come negli altri paesi europei. E la cifra dovrà essere sempre segnata con la virgola: ad esempio 100,00.
Anche le macchinette distributrici hanno alzato i prezzi. Le bevande che prima costavano 500 lire (0,26 euro) ora costano 0,27 euro con la chiave elettronica, cioè 522 lire, +4,4%, e costeranno 0,30 con monete (580 lire, +16%).
Più cari anche 58 musei dal 1 gennaio. Agli Uffizi di Firenze da 12.000 si va a 12.585 lire (6,50 euro) come alla Galleria Borghese a Roma. Pompei passerà invece da 16.000 a 16.500 lire (8,50) mentre per le Terme di Caracalla l`aumento è di 1.681 lire (da 8.000 a 9.681, cioè 5 euro). L`aumento più forte riguarda il biglietto cumulativo per Colosseo, Palatino, Museo Nazionale Romano e Villa dei Quintili che da 33.000 lire passerà a 38.725 (30 euro).
Confcommercio replica alle accuse distinguendo tra sistema di arrotondamento, regolato da appositi provvedimenti normativi, e il meccanismo di formazione dei prezzi che «è e deve rimanere libero per favorire non solo una sana competizione tra imprese, ma per dare al consumatore una capacità di scelta la più ampia possibile».

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