21 Novembre 2002

I consumatori alla guerra del gas

ANCHE A TORINO UNA RACCOLTA FIRME PER UNIFORMARE L´IVA SUI CONSUMI

I consumatori alla guerra del gas

CHI consuma gas per cucinare ha diritto a pagarlo con Iva al 10 per cento, mentre chi lo usa per riscaldarsi fa i conti con un´Iva al 20 per cento. Ma, dal momento che le aziende produttrici affermano di avere difficoltà a distinguere i due diversi consumi di gas, viene applicata a tutti l´Iva al 20 per cento, anche d´estate, quando il riscaldamento è chiuso, è vietato ed è palese che il gas erogato serve alle famiglie solo per uso domestico». Con questa premessa, spiegata da Diego Calabrese, presidente regionale della Federconsumatori, l´«Intesa consumatori», alla quale aderiscono anche Adoc, Adusbe e Codacons, rispettivamente presiedute in Piemonte da Gianluigi Casotti, Alessandro Di Benedetto e Tiziana Sorriento, ha deciso di mobilitarsi in tutta Italia. Per correggere la normativa. Da settembre i rappresentanti dei consumatori promuovono una legge d´iniziativa popolare che, con il sostegno di 50 mila firme, vuole indurre il Parlamento a riformare l´imposizione fiscale sul gas, portando al 10 per cento l´aliquota Iva e abolendo il balzello aggiuntivo che, a norma della direttiva europea 388/1977, «fa pagare l´Iva anche sulle imposte e tasse che gravano sui consumi di gas». Ieri mattina un banchetto di raccolta firme ha presidiato l´ingresso dell´Italgas, in via XX Settembre 41. Altre occasioni per firmare la proposta di legge saranno offerte al pubblico sabato prossimo, all´angolo di via Roma con piazza Castello, dalle ore 10 alle 18. L´appuntamento sarà ripetuto negli altri quattro sabati successivi, stesse ore, identico luogo. Vi saranno banchi di raccolta firme, anche a Nichelino, dalle 10 a mezzogiorno di sabato 30 novembre, in piazza dalla chiesa; a Carmagnola il 4 dicembre in piazza Martiri; il 13 dicembre a Moncalieri, in piazza Vittorio Emanuele e a Pinerolo, il 14 dicembre, in piazza Vittorio. Da gennaio il pubblico potrà sottoscrivere la legge presso le anagrafi comunali. Nel frattempo le organizzazioni dei consumatori rendono noto che diversi utenti hanno impugnato la normativa vigente, chiedendo i rimborsi «di quanto ingiustamente pagato negli anni precedenti, anche avvalendosi di oppositi moduli» ritirabili presso le sedi delle associazioni mobilitatesi per la vertenza.

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