15 Marzo 2009

I consumatori adesso chiedono “Via le sanzioni”

Ma che cosa cambierà nel concreto questa sentenza da parte della Cassazione? Difficile a dirsi ma, sicuramente, un risultato gli automobilisti l’avranno ottenuto: le imboscate sono vietate. E sono molti, come è noto, i luoghi utilizzati per questo tipo di controlli. A Fiumelatte di Varenna, lungo un rettilineo, l’autovelox lo scorso anno ha consentito incassi per oltre 75 mila euro e questo nonostante l’utilizzo a sprazzi. Un’altra delle località prescelte era la strada provinciale 72 tra Beverate e Olgiate Molgora, al termine di un rettilineo di 500 metri. E, ancora, la zona di largo Pomeo a Calco e il tratto di provinciale compreso tra l’ex pizzeria I Bravi di Pescate e la rotonda del ponte Manzoni. Per quanto riguarda il rimborso, la situazione si presenta assai più imgarbugliata e i giudici di pace avranno molto su cui lavorare.  Di certo i legale del Codacons, una delle associazioni di consumatori, ha chiesto che «gli enti che hanno multato gli automobilisti annullino d’ufficio tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima».  In caso contrario i legali del Codacons sono pronti a «prestare assistenza a migliaia di automobilisti presentando ricorsi davanti ai giudici di tutta Italia».  Lo ha detto il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi proprio per commentare la sentenza della Cassazione che ha prescritto che gli autovelox devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima del punto di collocazione.

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