I consumatori accusano il caro-euro
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fonte:
- Messaggero Veneto
«E? aumentato tutto»: ma lo sciopero della spesa non raccoglie molte adesioni
I consumatori udinesi protestano contro il caro-euro. A loro dire non si tratta soltanto di lievi arrotondamenti in eccesso, in seguito all`entrata in vigore della valuta europea, ma di un incremento dei prezzi spesso ingiustificato che ha colpito sia i generi di prima necessità, sia quelli meno indispensabili, contribuendo così ad ?alleggerire? i portafogli. Le lamentele si fermano però alle parole: ben pochi cittadini, infatti, hanno aderito ieri allo sciopero dei consumatori indetto da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori (che fanno parte dell`Intesa dei consumatori) che invitavano la popolazione ad astenersi, in segno di protesta, dall?effettuare acquisti. Almeno stando alle dichiarazioni degli udinesi raccolte nel corso della mattinata.
«È aumentato tutto in modo sensibile – sbotta Antonella Marcon -: scarpe, capi d?abbigliamento e soprattutto i prodotti alimentari. E non mi vengano a dire che non è vero! Non intendo giudicare male nessuno, ma forse qualcuno ne ha approfittato e ne approfitta tuttora». «Con la scusa dei centesimi c?è stato un ritocco in eccesso e mi accorgo di questo dalla spesa: le stesse cose che compravo prima, ora mi costano di più» considera Gioconda Vezio che, pur sapendo dello sciopero dei consumatori, ha preferito non rinunciare alle sue compere. Qualcuno ha arrotondato un po? troppo anche secondo Igino Dell`Oste, che nota «una maggiorazione dei prezzi, palpabile anche se non selvaggia: la gente – dice – non si accorge che con gli euro si spende di più e sarebbe da rivedere il paniere dei beni». «L`aumento di ogni singolo articolo – puntualizza la figlia -, anche se minimo, influisce notevolmente sul totale».
Annie Bressan, impiegata, ha rispettato l??astinenza? da acquisti, decisa a «protestare contro l`aumento tangibile dei prezzi di molti prodotti sia di consumo primario, sia secondario. In particolare riguardo al costo di frutta e verdura, non attribuibile al gelo o alla siccità, scuse usate per giustificare i rincari. Inoltre – aggiunge -, il paniere dei beni andrebbe corretto, introducendo gli articoli usati quotidianamente ed eliminando quelli poco rilevanti». E ha rispettato lo sciopero pure Cinzia Fasano: «Non si ha a che fare semplicemente con accorgimenti minimali dei prezzi, ma di un aumento vero e proprio, che coinvolge il settore dell`abbigliamento, i generi alimentari e quant`altro. I pensionati, a mio parere, si trovano in grosse difficoltà».
«Meno male che non sono sola in famiglia – conferma Franca Volpe, una pensionata che ieri ha comunque fatto la spesa giornaliera -, altrimenti con la mia unica pensione non so se arriverei alla fine del mese». E i prezzi alle stelle non sono passati inosservati neppure per Pina Papapano, originaria dell`Albania, ma che vive a Udine da 6 anni: «Continuo a comprare gli stessi prodotti che acquistavo con le lire, ma adesso la spesa è più elevata». «Hanno approfittato in ogni campo, ovunque» afferma di corsa un banchiere del centro città. «Qualcosa è effettivamente aumentato – ritiene pure Ivana Casarsa -, probabilmente per comodità dei commercianti, per non fare i conti con i centesimi».
«I prezzi in salita li riscontro specialmente nei prodotti alimentari, ciò che incide maggiormente nella vita quotidiana. Un incremento indiscriminato non imputabile al passaggio lira/euro» ribadisce Ludmilla Jani, che ha sentito parlare dello sciopero, ma non lo ha seguito. Non ha notato una grande differenza tra prima e dopo l`arrivo della nuova moneta, invece, Massimo Sabba, anche perché «è mia moglie che fa la spesa», mentre per Giovanni Degano «le persone non hanno ancora dimestichezza con l`euro».
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