4 Gennaio 2014

I consumatori: a pagare sono le famiglie

I consumatori: a pagare sono le famiglie

ROMA La vita costa, i cittadini non consumano e tirano la cinghia denunciano le organizzazioni dei consumatori. «Ancora una volta rileviamo che i dati Istat relativi al tasso di inflazione – denunciano federconsumatori e Adusbef – non fotografano la reale situazione economica del Paese e risultano fortemente sottostimati. Secondo l’ Istat, infatti, l’ inflazione a dicembre 2013 si sarebbe mantenuta stabile allo 0,7%, come nel mese precedente. E non solo: secondo le stime preliminari il tasso medio di inflazione per l’ anno che si è appena concluso sarebbe pari all’ 1,2%, quindi più che dimezzato rispetto al 3% del 2012. Nonostante le cifre comunicate dall’ Istat siano sottostimate, le ricadute che abbiamo calcolato in base a questi stessi dati sono comunque pesanti: +319 euro su base annua per una famiglia di 3 persone». Così Federconsumatori e Adusbef secondo cui la crescita pressochè incontrollata di prezzi e tariffe, unita al progressivo peggioramento delle condizioni economiche dei cittadini, ha fatto letteralmente precipitare i consumi: secondo l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, solo nel 2012-2013 i consumi hanno fatto registrare un crollo del -8,1%, pari complessivamente a circa 60 miliardi di euro. «Le famiglie non ce la fanno più! Occorre intervenire al più presto, avviando un piano di rilancio per l’ occupazione e la crescita», concludono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. L’ aumento dei prezzi nel 2013 dell’ 1,2% vale in media per una famiglia di tre persone 419 euro. Lo calcola il Codacons sottolineando che la decelerazione dell’ inflazione (era al 3% nel 2012) è legata al «crollo dei consumi senza precedenti, che ha riguardato anche beni di prima necessità come gli alimentari». Il costo della vita, sottolinea il Codacons, è aumentato di 257 euro per un single, 345 euro per una famiglia di 2 persone, 419 per una famiglia tipo di 3 persone e 462 per una di 4 componenti. Questa «tassa invisibile», avvertono i consumatori, anche per un single, è superiore al beneficio massimo che ci sarà in busta paga con la riduzione del cuneo fiscale, pari a 225 euro o all’ eliminazione dell’ Imu sulla prima casa, il cui versamento medio è stato pari a 225 euro. Per i soli prodotti ad alta frequenza di acquisto, nella media del 2013 – si legge nella nota – il tasso di crescita dei prezzi dell’ 1,6% implica una maggior spesa di 223 euro per una famiglia di 3 persone.

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