31 Maggio 2016

I Consorzi battono cassa, Lirangi protesta

I Consorzi battono cassa, Lirangi protesta
gli agricoltori spesso non riescono a onorare tutti gli oneri richiesti

Raffaele Caracciolo TERRANOVA È sempre viva la discussione sui Consorzi di Bonifica, in particolare su quello del Bacino dell’ Alto Jonio con sede in Trebisacce e quello con sede in Mormanno. Gli incontri promossi dal locale Comitato “Senza servizi niente tributi” si susseguono senza soluzione di continuità anche con l’ appoggio del Codacons della sezione di Corigliano. Non sono mancate le prese di posizioni delle amministrazioni del Comuni maggiormente interessati dalle proteste dei cittadini: Terranova, Corigliano, Spezzano Albanese e Tarsia, con interventi sulla Regione per un riesame dell’ attuale legislazione in materia. Persistendo il silenzio istituzionale, il sindaco di Terranova da Sibari, Luigi Lirangi, ha inviato una dettagliata istanza al Presidente Oliverio per chiedergli di farsi interprete del disagio creato dalle continue richiesta di pagamento da parte dei Consorzi di Bonifica. In particolare il primo cittadino, che più volte ha partecipato agli incontri programmati dal comitato sponta neo dei cittadini, si fa interprete perché si rivedano le pretese di un organismo che non offre alcuna cooperazione a vantaggio agli operatori agricoli. In particolare, il sindaco Lirangi, chiede al presidente della Regione che si riveda la legge regionale n°11/2003 per modificare le competenze dei Consorzi di Bonifica nonché revocare all'”Areariscossione”, una società di Mondovì, il servizio demandatole. Gli agricoltori sono stanchi di versare somme per servizi non resi dai Consorzi. È da rivedere, infatti, la legittimità delle pretese degli Enti che, nati per assistere l’ attività degli agricoltori, finiscono per erogare solo cartelle a pioggia vengono a lavoratori che spesso non sono in grado di fare fronte alle indispensabili spese per le coltivazioni. L’ amministrazione comunale e il comitato di cittadini attendono risposte dalla Regione che tarda a discutere una petizione di ben 8.000 cittadini per la rivisitazione della legge che ri moduli i “Piani di classifica”.

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