I consigli degli esperti: «Informatevi bene e attenti ai contratti»
-
fonte:
- L`Unione Sarda
A regnare per ora sono caos e disinformazione. L’ obbligo di passaggio dal mercato energetico tutelato a quello in regime di concorrenza resta un’ incognita per la gran parte delle famiglie sarde. E, a sentire le associazioni dei consumatori, nella giungla di offerte del mercato libero saranno i consumatori meno attenti a smarrirsi. L’ AVVERTIMENTO «Attenzione alle insidie nascoste nei contratti e ai costi in bolletta che non potranno essere scontati – avverte Andrea Pusceddu, responsabile regionale della Federconsumatori – proprio sulla rigidità di questi ultimi, rappresentati da accise e costi di gestione fissi, si basa il nostro scetticismo su una reale convenienza del mercato energetico lasciato alla competizione tra aziende. La quota in bolletta sulla quale si potranno fare offerte, ossia quella riguardante la fornitura di energia, è minima. Per questo gli operatori non riusciranno a garantire prezzi molto più bassi dei concorrenti». DUBBI DI CONVENIENZA La strada tracciata dagli utenti che hanno già scelto il mercato libero non sembra confortante: «I numeri parlano chiaro – spiega Giorgia Mulas, portavoce del Codacons – chi ha lasciato il mercato tutelato sta pagando tariffe più salate. Ma questo non toglie che prima o poi tutti dovranno adeguarsi alle nuove norme». Tuttavia per ora la maggior parte degli italiani non ha fatto ancora la sua decisione. E il destino per chi non la farà mai è più che mai nebuloso. E CHI NON DECIDESSE? «Le ipotesi aperte per chi non farà il passaggio entro il 2019 sono tante e tutte non sicure – conferma Silvia Rossi, project manager di Facile.it – la più probabile per ora sarebbe il passaggio forzato dall’ operatore del mercato tutelato al corrispettivo in quello libero con un inevitabile vantaggio per Enel che ha sotto contratto la stragrande maggioranza degli utenti tutelati. In alternativa si aprirebbe la porta del mercato di salvaguardia, una sorta di limbo con condizioni fissate dall’ Autorità ma con prezzi appesantiti dal cosiddetto “coefficiente omega”, in sostanza una penale che tutelerebbe gli operatori energetici dal rischio di acquisire utenti insolventi». Più concreta la possibilità di entrare nel “mercato a tutela simile”. «Il contratto, pur basandosi sul mercato libero – dice Rossi – è composto da condizioni contrattuali definite dall’ Autorità, obbligatorie ed omogenee per tutti i venditori. Servirebbe ad abituare gradualmente il consumatore alle tariffe del mercato libero». Meno percorribile invece l’ ipotesi ventilata di un’ asta di “pacchetti clienti” da trasferire in blocco al migliore offerente del mercato libero. SCELTA CONSAPEVOLE Secondo le associazioni, in mancanza di chiarezza l’ unica via da percorrere per uscire indenni dalla confusione rimane una corretta informazione. «Nel mercato libero si può risparmiare solo se si riesce a trovare l’ offerta adeguata alle proprie esigenze – dice Andrea Falchi, dell’ Adoc – occhio comunque alle spese indesiderate, soprattutto a quelle che potrebbero arrivare durante la fase di passaggio tra gestori. Per questo, il consiglio rimane quello di tenere sempre d’ occhio il contatore così da evitare brutte sorprese». L’ APPELLO Sarà comunque compito dell’ Autorità dell’ energia e dell’ Antitrust vigilare sul comportamento degli operatori «affinché non vi siano pratiche scorrette che potrebbero danneggiare i clienti – puntualizza Francesco Mattana, rappresentante in Sardegna di Altroconsumo – nonostante questo, l’ abolizione del regime tutelato ha suscitato moltissime polemiche. C’ è chi ritiene che sia l’ ennesimo regalo agli operatori energetici e un modo di penalizzare ulteriormente i consumatori. Altri, invece, sono fermamente convinti che la liberalizzazione totale del mercato energetico porterà ad una riduzione generalizzata delle tariffe. Difficile dire chi abbia ragione».
luca mascia
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ENERGIA
-
Tags: energia, Giorgia Mulas
