4 Gennaio 2003

I COMMERCIANTI

I COMMERCIANTI

Euro-rincari e arrotondamenti selvaggi: le associazioni dei commercianti salernitani respingono le accuse di aver in qualche modo ?coperto? gli autori dei rincari selvaggi. Il presidente regionale del Codacons, Enrico Marchetti, ha sostenuto che se non è stato possibile denunciare gli esercenti che hanno approfittato dell`avvento della nuova moneta per ritoccare al rialzo i prezzi, la colpa è tutta delle associazioni di categoria che non hanno collaborato con i consumatori.
I commercianti replicano compatti: «Sciocchezze, il caro vita ha altre cause». Due le associazioni tirate in ballo dal Codacons, peraltro le più rappresentative: Confesercenti e Ascom.
«Se l`iniziativa Prezzo Amico (che avrebbe dovuto bloccare i prezzi a quelli del settembre 2001, ndr) è fallita è perché siamo partiti in ritardo – dice il presidente della Confesercenti, Enrico Bottiglieri – simili iniziative non si possono organizzare il prossimità delle feste. Non a caso avevamo proposto di posticipare tutto a dopo i saldi». Scaricare sui commercianti l`aumento dei prezzi è, secondo Bottiglieri «il solito tiro al piccione. Senza dubbio c`è stato da parte di alcuni esercenti, soprattutto nel settore alimentare e in particolare nell`ortofrutta, nei mercati come nella grande distribuzione, il tentativo di allineare in maniera pesante i prezzi al rincaro. Tutto questo ha portato ad aumenti quasi indiscriminati. Il consumatore ha però una grande arma. non spendere nei negozi dove nota prezzi molto alti». Ma le vere ragioni del crollo dei consumi, per Bottiglieri sono altre: «La sfiducia legata al fallimento del Patto dell`Italia, che avrebbe dovuto rilanciare i consumi, e ad una politica regionale altrettanto inefficiente, su tutti i versanti».
Adolfo Gravagnuolo dell`Ascom contesta invece le cifre: «I dati ufficiali ai quali bisogna fare riferimento – dice – sono solo ed esclusivamente quelli dell`Istat, che discostano di 27 punti da quelli forniti dal Codacons. Se poi nei rilevamenti dell`Istat vi sono problemi, è un altro paio di maniche. Gli aumenti sono stati riconosciuti anche da noi, ma limitatamente al primo semestre 2002. Successivamente c`è stato un assestamento e non si sono più registrati incrementi». Quanto al calo dei consumi, per Gravagnuolo «non è dovuto agli arrotondamenti dell`euro, ma ad altri fattori. A Salerno vi è un numero superiore di esercizi commerciali, e questo ha prodotto due effetti: da un lato il non aumento dei prezzi per la forte concorrenza, dall`altro, un fatturato più basso di ogni singolo esercizio non essendo aumentato il prodotto interno lordo dei salernitani». Troppi negozi, insomma, si spartiscono una ricchezza che, da queste parti, è sempre più striminzita.

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