24 Ottobre 2013

I centesimi per il wc pubblico tra i rimborsi dei consiglieri

I centesimi per il wc pubblico tra i rimborsi dei consiglieri

Nessuno si è comprato il Suv, dicono in Regione. Ma dai conti dei gruppi rappresentati all’ Assemblea legislativa esce di tutto: un asciugacapelli, bottiglie di vino da oltre 100 euro l’ una, salumi, frutta e verdura, penne anche da 500 euro, pacchetti di caramelle. Tutto con i fondi pubblici. C’ è poi un divano letto ma l’ hanno «rivendicato» i grillini come divano semplice, sistemato in un ufficio. Si vedrà. Altri, in maggiori difficoltà, stanno zitti finché la Procura non metterà nero su bianco chi ha fatto cosa. Ci sono pure scontrini dei bagni pubblici, 50 centesimi l’ uno. Anche quelli, come i caffè, deve pagarli l’ erario, cioè noi, sebbene i consiglieri regionali guadagnino oltre 5.000 euro netti al mese di sola indennità. Sarà interessante sapere cosa facessero, di fronte certe spese, i revisori dei conti di cui in viale Aldo Moro vanno molto fieri perché in altre Regioni non esistono: magari anche i loro compensi, per quanto legittimi, si riveleranno discutibili costi della politica. Nei conti dei gruppi consiliari, analizzati dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria su delega della Procura, sappiamo già che ci sono profumi, bigiotteria, medicine e un forno a microonde, spese che difficilmente potranno rientrare tra quelle «di funzionamento» o «di rappresentanza» dei gruppi stessi. Ci sono anche ristoranti costosissimi: quando nei rendiconto le spese non sono giustificate, la Procura le contesta come indebite. Peculato. Il reato per cui sono indagati, al momento, tutti i nove capigruppo dell’ Assemblea. Altri consiglieri si aggiungeranno ma non tutti: ci sono gruppi che si comportavano meglio di altri e significative differenze anche all’ interno di singoli gruppi. Per la lista dei buoni e dei cattivi, però, bisognerà attendere. C’ è infine il capitolo consulenze per il quale ancora ieri i finanzieri sono tornati negli uffici di viale Aldo Moro. Sono centinaia di migliaia di euro l’ anno. Per dare un’ idea, uno dei gruppi medio-piccoli dell’ Assemblea ha speso quasi 200 mila euro in consulenze in diciotto mesi. Una curiosità: i presunti finti convegni che mascheravano cene non sarebbero un’ esclusiva di Paolo Nanni, l’ ex Idv coinvolto in un’ indagine dello stesso tipo. Con lo stesso sistema c’ è chi sarebbe andato fino alle estreme propaggini della Sicilia, proprio nella località d’ origine della signora che lo accompagnava. Le consulenze anche su argomenti stravaganti, ripetutamente affidate alle stesse persone (una ne ha avute 50), potrebbero mascherare anche forme di finanziamento illecito ai partiti. A condurre l’ inchiesta, aperta oltre un anno fa sull’ onda degli scandali del Lazio e della Lombardia, sono le pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari sotto la supervisione del procuratore capo Roberto Alfonso e del procuratore aggiunto Valter Giovannini. Il Codacons ha fatto sapere che i suoi avvocati sono a disposizione dei cittadini per costituirsi parte civile in un eventuale processo e offre le sue sedi per i lavori socialmente utili degli eventuali condannati. Ma il processo è lontano. Anzi, per mancanza di uomini e mezzi, l’ indagine si concentra sui conti del 2011 e della prima metà del 2012 (furono acquisiti ai primi di ottobre di un anno fa). Nessuno lo conferma ufficialmente ma i consiglieri della legislatura 2005-2010, a parte Nanni e i leghisti coinvolti in altre inchieste, saranno «graziati» perché non è possibile andare così indietro senza esporsi alla prescrizione dei reati. E allora si spendeva anche di più. Alessandro Mantovani RIPRODUZIONE RISERVATA.
alessandro mantovani
 
 

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