I capannoni si sbriciolano, quattro morti
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
di Antonella Formisani wROMA La terribile scossa li ha sorpresi mentre erano al lavoro. Hanno visto i tetti delle fabbriche crollare e non hanno potuto mettersi in salvo. Sono quattro operai che stavano lavorando al turno di notte in tre diverse fabbriche tutte nella stessa area. Due operai sono morti nella fabbrica Ceramiche di Sant’ Agostino, nell’ omonimo centro. Sono Nicola Cavicchi, 35 anni, residente a San Martino, frazione di Ferrara, e Leonardo Ansaloni, 51 anni, residente a Reno Centese, sempre nel Ferrarese. Un terzo operaio è morto per il crollo di un altro capannone, ad appena un chilometro, alla Tecopress di Dosso: si tratta di Gerardo Cesaro, 59 anni residente a Molinella. L’ elenco listato a lutto termina con un operaio di origini marocchine, Tarik Naouch di 29 anni, morto a Ponte Rodoni di Bondeno nel crollo che ha interessato la ditta Ursa Insulation, che produce polistirolo. Il giovane era residente a Crevalcore. In particolare la morte di Nicola Cavicchi è stata una terribile coincidenza. Il 35enne, delegato Cisl, non doveva essere al lavoro, ma è stato chiamato all’ ultimo momento a sostituire un collega. «Voleva andare al mare – raccontano in lacrime i genitori, Romana Fiorentini e Bruno – ma le previsioni del tempo non erano buone e così aveva deciso di sostituire un collega malato». I genitori si sono iniziati a preoccupare quando non lo hanno visto tornare a casa intorno alle 6.30. «Abbiamo sentito il terremoto – spiegano – ma la televisione diceva che non c’ erano vittime e quindi eravamo tranquilli. È stato l’ altro nostro figlio, quando Nicola non è tornato a casa, ad andare in fabbrica e a scoprire quello che era accaduto». Grande appassionato di mare e di calcio, la vittima stava ristrutturando una casa per mettere su famiglia. Cavicchi, con Ansaloni, era vicino ai forni al momento della scossa. I turnisti sabato notte erano tre, il terzo è riuscito a salvarsi. Sul crollo, il Codacons chiede che le autorità accertino se la struttura fosse a norma. La vittima più giovane è Tarik Naouch, l’ unico dell’ Ursa che non è riuscito a mettersi in salvo, lo ha colpito una trave in testa. Il 29enne era sposato ed era in attesa dell’ autorizzazione al ricongiungimento familiare. Il padre non riescerse a darsi pace: «Siamo venuti in Italia nel 1990 e mio figlio lavorava qui da quando aveva 20 anni». Era vicino alla pensione, invece, Gerardo Cesaro, 59 anni, di origini campane, addetto alla manutenzione dei forni nella fonderia Tecopress. Il suo corpo è stato ritrovato sotto le macerie dopo alcune ore, davanti al figlio accorso alla fabbrica, non avendo più sue notizie. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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