3 Giugno 2005

I campionati italiani della lotta-spettacolo ieri e oggi al PalaLivatino





Catania. E` un videogames. Con scontri e battaglie. Solo che qui gli eroi non sono finti, ma in carne ed ossa. Rigorosamente falsi sono invece le risse, le lotte con sedie spezzate sull`avversario, pugni allo stomaco, cazzotti in faccia, prese rompiossa da brividi e lottatori che si lanciano sul rivale per ridurlo in poltiglia. E` il Wrestling il fenomeno cult degli ultimi tempi, con due milioni di spettatori in Italia (dai 6 ai 30 anni) incollati alla tv per studiare le mosse dei beniamini-colossi di due metri per 120 chili di peso.
I campioni italiani del Wrestling sono sbarcati ieri sera al PalaLivatino di Catania, infiammando una platea di fans giovanissimi accompagnati dai genitori e aumentando le polemiche sul fenomeno, che il Codacons ha definito diseducativo e violento per i tanti casi di emulazione dei bambini. Ieri l`associazione consumatori si è rivolta alla Procura di Catania, chiedendo l`apertura di una indagine e il sequestro di magliette e gadget. La stessa cosa aveva chiesto il giorno prima il Codacons di Roma.
Il provvedimento dell`associazione di Catania porta la firma del presidente regionale avv. Giovanni Petrone e del dirigente ufficio legale, avv. Floriana Pisani. Per il segretario Nazionale, Francesco Tanasi «Il Wrestling è uno sport spettacolare e particolarmente violento, in cui i protagonisti danno vita a una lotta senza esclusione di colpi, spaccando sedie e altri oggetti sullo sfidante. Ovviamente i lottatori sono attori che fingono e non si procurano neanche un graffio, ma questo i bambini non lo sanno». «Anche se si tratta di uno spettacolo ? afferma l`avv. Alessandra Zappalà ? la violenza che emerge da tale sport influisce sui minori e genera troppi casi di emulazione, palesemente diseducativi».
In effetti gli incontri sul parterre, anche se rigorosamente creati ad arte, fanno una certa impressione. Ma gli organizzatori rassicurano e rimandano le accuse al mittente: «Ho grande stima per le battaglie del Codacons, ma stavolta si sono sbagliati – spiega Carmelo Lo Cicero, uno degli organizzatori – Il Wrestling è un gioco, un fumetto in carne ed ossa, la lotta del bene contro il male. Ma non c`è nulla di violento e di vero».
«Vedo più violenza negli stadi che in un incontro di Wrestling – commenta Gianni Catanzaro, un altro degli organizzatori della due giorni catanese (si replica stasera) – Ma gli stadi non vengono chiusi. E lì, sì che c`è violenza vera. Qui invece è come andare a vedere un cartoons».
Al PalaLivatino anche l`assessore provinciale allo Sport e Politiche giovanili, Daniele Capuana: «Non ho ancora un`opinione personale sul Wrestling. Ritengo sia solo uno spettacolo. Sono qui per curiosità e per capire».
Fuori dai cancelli intanto preme il popolo dei «mini fans», vestiti con le magliette dei loro beniamini e maschere varipinte. Arrivano a centinaia con i genitori. C`è anche l`ex presidente del Consiglio comunale di Catania, Roberto Commercio con i due figli: «Se si vieta il Wrestling – dice -bisognerebbe abolire anche tantissimi spettacoli violenti nei fatti e nel linguaggio. Si tratta di un fenomeno di costume dove non c`è nulla di vero».
Più genitori si schierano a favore del Wrestling: «Ci sono videogames molto violenti che sono ancora in commercio – spiega un papà – Mio figlio ne aveva uno dove vinceva chi riusciva ad investire più persone con l`auto. Ma siamo diventati tutti matti?».
Anche una coppia di Palermo a Catania per accontentare i due figli, non ritiene pericolosa questa disciplina: «Spetta a noi genitori spiegare ai propri figli che è tutta scena e finzione. Non siamo per l`abolizione». Abolizione, invece che chiede un altro genitore in fila col figlio: «Sono contro tutto ciò che genera violenza. Abolirei anche la boxe. Figuriamoci il Wrestling che non trasmette nei giovani alcun tipo di insegnamento se non quello della violenza gratuita».

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