6 Marzo 2010

I body scanner sbarcano in brughiera

MALPENSA – L O SCALO della brughiera attende lo sbarco dei body scanner. Dopo l’ avvio della sperimentazione a Fiumicino, celebrato giovedì con una cerimonia in cui i ministri Altero Matteoli (Infrastrutture) e Ferruccio Fazio (Salute) si sono sottoposti in «anteprima» ai controlli a onde elettromagnetiche, gli apparecchi approderanno nei prossimi giorni anche a Malpensa. L’ aerostazione del Varesotto sarà quindi il secondo scalo italiano a ospitare i nuovi dispositivi. Ieri il Comitato interministeriale per la sicurezza dei trasporti aerei (il Cisa) si è riunito per vagliare tutte le ipotesi sul tavolo. Al vertice hanno partecipato anche dirigenti di Sea che, nei prossimi giorni, dovrebbero accompagnare tecnici dell’ Enac in sopralluoghi all’ aeroporto. L’ obiettivo è individuare la zona in cui piazzare il body scanner. A seguire verrà scelta la giornata per partire con i nuovi test. A quanto pare il primo apparecchio potrebbe essere acceso a Malpensa a metà marzo. QUESTI PRIMI GIORNI di sperimentazione romana, intanto, sono un’ occasione per forze dell’ ordine e dipendenti aeroportuali di impratichirsi con la tecnologia. Il dispositivo è stato attivato al Terminal 5, quello riservato ai passeggeri in partenza per destinazioni considerate «sensibili» come gli Stati Uniti. Ieri trenta persone hanno accettato di oltrepassare la soglia per i controlli volontari. Soddisfatti con moderazione i vertici dell’ Enac. «E’ partita "timidamente" – spiega Vitaliano Turrà, direttore dell’ Ente aviazione civile per Fiumicino – la sperimentazione del body scanner sui passeggeri, stiamo ancora apportando al macchinario delle ulteriori modifiche e tarature, essendo il primo giorno di avvio vero e proprio, ma tutto sta procedendo senza problemi e qualche risultato lo sta già dando, così come qualche elemento utile di valutazione». NON SI CHIUDE , intanto, la polemica sui possibili effetti collaterali dei body scanner. Nonostante dal governo siano arrivate rassicurazioni sull’ assenza di controindicazioni, le associazioni di consumatori restano preoccupate. Per il Codacons la tecnologia «può essere potenzialmente pericolosa per la salute dei viaggiatori, perché non esistono studi che dimostrino il contrario». Anche l’ Adoc è critica: «Non siamo cavie – rileva – gli esperimenti non possono e non devono essere condotti sulle persone». L’ esame dura circa sei secondi. Il body scanner si presenta come una cabina, con ingresso ed uscita aperti, che il passeggero deve attraversare a braccia alzate. Nel visore viene riprodotta soltanto la sagoma stilizzata dei passeggeri che si sottopongono al controllo, senza riportare l’ immagine e il volto. Nel caso in cui viene rilevato un oggetto (l’ occhio elettronico vede tutti i materiali, metallici e non metallici), sul monitor posto sul lato di uscita della cabina si riproduce una sagoma stilizzata del corpo umano, con l’ indicazione della zona dove fare un controllo manuale approfondito. Altrimenti viene dato il segnale di via libera di colore verde. Sono esentati dal controllo col body scanner i passeggeri con protesi esterne mobili (ad esempio apparecchio acustico). NESSUN PROBLEMA , invece, viene assicurato, per portatori di pacemaker o donne in gravidanza. Sono previste dalle 4 alle 6 settimane di sperimentazione. In questa fase la scelta di sottoporsi all’ esame è volontaria. Se i test daranno risultati positivi le costose apparecchiature (circa 150mila euro l’ una) verranno acquistate dall’ Italia. L’ Enac ha pronti 2 milioni di euro per comprarne una quindicina. I body scanner che saranno usati nella sperimentazione italiana sono prodotti da un’ azienda americana, la L3 Communications e importati in Italia dalla Gilardoni. R.V.

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