22 Novembre 2012

I benzinai tornano sul piede di guerra A dicembre in sciopero per tre giorni

I benzinai tornano sul piede di guerra A dicembre in sciopero per tre giorni

 

 

Un settore al collasso, dove i consumi sono al lumicino, i debiti lievitano e le soluzioni non sembrano a portata di mano. Per questo i gestori dei distributori di carburanti aderenti a Fegica-Cisl, Faib-Confesercenti e Figisc-Confcommercio hanno proclamato lo sciopero di Santa Lucia, vale a dire nei giorni tra il 12 e il 14 dicembre, senza garanzia dei livelli minimi di servizio, mettendo in campo anche altre forme di protesta come lo stop a carte di credito e Bancomat nel periodo natalizio. Lo sciopero, proclamato nell’ ambito degli stati generali delle tre organizzazioni, è contro il governo, i petrolieri e le banche. I gestori, infatti, non solo lamentano la caduta verticale dei consumi, ma anche il disinteresse dimostrato dalle istituzioni e dalla politica, che portano su di loro la gravissima responsabilità di avere ormai spinto alla disperazione e al fallimento una intera categoria che denuncia un indebitamento complessivo superiore ai 300 milioni di euro. Un quadro drammatico, insomma, che non sarebbe stato scalfito neanche dagli impegni presi da ministero dello Sviluppo e Industria petroliera con gli impegni presi negli incontri di luglio: impegni che, a giudizio dei sindacati, sono stati completamente disattesi. La lunga lista dei temi da affrontare è la stessa da anni: dal rinnovo dei contratti alla gratuità delle transazioni con le carte di credito, dalla flessibilità degli accordi alle problematiche inerenti la distribuzione di carburanti sulle autostrade. Su molte di queste questioni, come ha spiegato ieri il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti, la soluzione sarebbe vicina, tuttavia nulla è stato messo finora nero su bianco. Da qui la decisione dello sciopero, che il Ministero tenterà di scongiurare con una convocazione in extremis, fissata per il 4 dicembre. Per fare retromarcia, però, i gestori chiederanno innanzitutto ossigeno e cioè soldi: vale a dire l’ anticipo sui contratti futuri per mettere un tappo all’ indebitamento che sta lievitando in modo allarmante. Lo sciopero sarà anche accompagnato da altre forme di protesta, come il no Rid day(i gestori non pagheranno la fornitura di una giornata) e il rifiuto di carte di credito e Bancomat nella settimana dal 24 al 30 dicembre. I disagi, per gli automobilisti, saranno dunque parecchi: per questo Adusbef e Federconsumatori chiedono loro di desistere e sollecitano l’ apertura di un tavolo di lavoro per modernizzare il settore. Il Codacons, invece, avverte che scatteranno le denunce se non ci sarà almeno un distributore aperto ogni 100 km, così come prevede la legge. Sul punto ha acceso un faro anche il Garante sugli scioperi, che valuterà nei prossimi giorni se convocare le parti.

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