13 Dicembre 2007

I benzinai: normalità in 48 ore. Ma è un bollettino di guerra

IL PUNTO SUI DISAGI I benzinai: normalità in 48 ore. Ma è un bollettino di guerra

Lungo strade e autostrade, nella serata di ieri, i Tir hanno cominciato a smobilitare. I disagi per i cittadini, tuttavia, continueranno per alcuni giorni. Secondo i benzinai ci vorranno almeno 48 ore per avere un livello di servizio normale alle pompe. Per le attività produttive, a partire dalla distribuzioni di generi alimentari e dalla consegna dei farmaci negli ospedali, il ritorno a pieno regime sarà più lungo, si parla di cinque-sette giorni. Da oggi la Fiat riapre i cancelli, dopo che per il secondo giorno 25mila addetti erano stati messi in libertà.Per il resto ieri è stata la giornata della sollevazione dell`Italia che produce e dei semplici cittadini contro “camion selvaggio“, dopo tre giorni divia crucisper i rifornimenti alimentari e non a causa dei blocchi. Dal latte al pesce, dall`ortofrutta alle farine per non trascurare le vittime mute di tutto questo disagio: gli animali. Quelli destinati agli allevamenti e quelli che lì rischiano di morire di fame perché non si riesce a consegnare i mangimi.I conti definitivi arriveranno nei prossimi giorni ma già qualcuno avanza delle cifre. Il bollettino comincia con Federalimentare che calcola di danni alle aziende del settore per 210 milioni di euro al giorno. Fedagri-Confcooperative parla di “danni incalcolabili“ per l`ortofrutta. Il settore della grande distribuzione alimentare stima perdite nell`ordine dei 2 miliardi. Quattromila tonnellate di pesce sono bloccate sulle strade e in pochi giorni il settore ittico rischia di mandare in fumo 40 milioni di euro. Mentre, secondo Coldiretti, sono condannati a morire di fame 30mila polli che hanno bisogno urgente di mangime. Più circostanziato l`allarme del presidente di Avitalia, Gaetano De Lauretis: “In questo momento oltre 10 milioni di capi del settore avicolo (polli, tacchini, faraone) e cunicolo (conigli) stanno rischiando di morire di fame negli allevamenti italiani“ afferma sottolineando che “scarseggiano le scorte già da lunedì“. Confagricoltura denuncia una “situazione insostenibile“ con carenze di foraggio, mangimi, gasolio per le serre, mancata raccolta nei campi e minaccia, di conseguenza, aumenti per i consumatori in vista di Natale.Sempre più a rischio la distribuzione del latte fresco “ancora possibile nel nord Italia – sottolinea Luciano Sita, presidente di Legacoop Agroalimentare – praticamente ferme a Roma, nel Lazio, in Campania, in Puglia ed in Calabria. Abbiamo difficoltà anche nel rifornire le mense delle scuole e gli ospedali“. Mentre Cia-Confederazione Italiana Agricoltura chiede di utilizzare i mezzi della Protezione civile per assicurare le consegne.Prosegue infine l`elenco delle aziende che stanno fermando la produzione: dopo la veronese Bauli anche la Barilla ha annunciato il fermo di nove stabilimenti. Stop pure agli impianti dei prodotti caseari di Granarolo e di macellazione di Unipeg (1.000 capi al giorno), le cui attività coinvolgono, tra addetti diretti ed indotto, 400 persone. “In Italia – conclude Coldiretti – gli scaffali dei supermercati si svuotano, all`estero gli spazi lasciati liberi dal made in Italy si stanno riempiendo con i prodotti provenienti dai paesi concorrenti“. Confapi, l`associazione delle piccole imprese industriali, segnala che “il 60\% delle aziende associate, soprattutto nel settore manifatturiero-metalmeccanico, si trova in sofferenza anche per l`impossibilità di smaltire gli ordini. Il 15\% ha dovuto chiudere lasciando a casa 150mila lavoratori“.Protestano i benzinai della Confesercenti: “Al momento tutti i distributori sono a secco, salvo rare eccezioni. In autostrada si rischia il collasso. In due giorni la nostra categoria ha perso 268 milioni di euro, per i gestori siamo intorno ai 10 milioni“. Lunghe code alle pompe anche ieri: a Roma per fare il pieno si sono superate le tre ore d`attesa. Fatto sta che, nonostante la revoca del fermo, la vicenda potrebbe avere pesanti riflessi giudiziari. La Procura di Roma ha aperto un`inchiesta ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio nella zona sud della capitale. Sul tavolo dei pm l`informativa della polizia con i numeri di targa dei camion che hanno partecipato ai blocchi e l`identificazione dei proprietari dei mezzi.Il ministero dei Trasporti ha poi fatto sapere che alle prefetture sono già giunte diverse segnalazioni “relative a comportamenti contrari al codice di autoregolamentazione in base ai quali verranno aperti i procedimenti per la sospensione dall`albo“ dei camionisti scorretti. In Valle d`Aosta il presidente della Regione, nel corso della riunione del comitato per l`ordine e la sicurezza pubblica, ha emanato un`ordinanza “anti-tanica“ per contrastare l`ingiustificato accaparramento di carburante che si è verificato presso i distributori. Anche i consumatori prendono posizione: “È giusta la richiesta degli autotrasportatori di avere sconti sul prezzo del gasolio – sostiene provocatoriamente il Codacons – ma questi sconti vanno concessi a tutti i cittadini che usano l`auto: altrimenti domani i cittadini potrebbero sdraiarsi per terra e bloccare la circolazione“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this