27 Gennaio 2007

I BENZINAI hanno messo nero su bianco la loro dichiarazione di guerra

I BENZINAI hanno messo nero su bianco la loro dichiarazione di guerra: 14 giorni di sciopero contro le liberalizzazioni targate Bersani. Le prime 24 ore di blocco, che riguarderà non solo la rete ordinaria, ma anche le autostrade, ci saranno il 7 e l`8 febbraio. Se non ariveranno “segnali di apertura da parte del governo“, si replicherà tra il 25 febbraio e il 3 marzo e tra il 25 marzo e il 3 aprile. Un risposta “durissima e inequivocabile“, dicono Fabi, Fegica e Figisc, contro “il favore fatto alla potente lobby della grande distribuzione“ e contro un “governo sordo alle richieste di dialogo“. Niente affatto, replica il ministro per lo Sviluppo, “siamo pronti ad avere colloqui con le categorie interessate“. Mentre la commissione Ue sottolinea: “Così ci saranno prezzi più bassi e più sicurezze per i consumatori“. MA il clima resta tesissimo. I gestori delle pompe di benzina non intendono minimamente accettare le misure messe in cantiere in materia di rete di distribuzione e carburanti. E la battaglia rischia ora di trasferirsi in Parlamento, dove approderà rapidamente il disegno di legge varato giovedì. A provocare l`ira dei benzinai sono soprattutto le norme che permettono di vendere i carburanti anche in super e iper mercati. Cosa che in teoria sarebbe già possibile, ma a bloccare il processo sono stati finora soprattutto gli obblighi di distanza minima tra un distrubutore e l`altro. Obblighi che il ddl ha eliminato. Con il provvedimento scatta poi l`obbligo di per i gestori delle autostrade e delle grandi vie di collegamento di esporre tabelloni con i prezzi praticati nelle aree di rifornimento. Se i benzinai sono pronti alla serrata, l` Unione petrolifera parla di misure che “potrebbero andare nelle giusta direzione“. Ma a spalleggiare Bersani sono soprattutto Bruxelles e le associazioni dei consumatori. DICE Andris Piebalgs, commissario europeo all`Energia: “Le iniziative del governo, a cui diamo tutto il nostro appoggio, sono veramente a favore dei consumatori per garantire loro prezzi più bassi e miglioroi forniture. E` chiarissimo che il settore della distribuzione ha serie difficoltà in Italia“. Secondo l`Adusbef i provvedimenti sui benzinai faranno risparmiare 100 euro a famiglia. E il Codacons contrattacca sostenendo che lo sciopero annunciato “è illegale“ e che presenterà “una raffica di denunce contro chi chiuderà i battenti“. Bersani cerca di riportare la calma: “Non abbiamo preso di mira i benzinai, ma le questioni della benzina. Sono figlio di un benzinaio, sono pronto ad avere colloqui con le categorie e a garantire attenzione alle questioni sociali, ma bisogna che accettiamo tutti quanti di essere disturbati e di cambiare con tranquillità“. Benzina a parte, sembra che stia per scioglirsi anche il nodo del distacco tra Eni e Snam rete gas che nei giorni scorsi ha diviso Bersani e il vice premier Francesco Rutelli. Sarà Padoa-Schioppa a presentare entro 15 giorni un nuovo provvedimento. “E` un impegno che ha preso in prima persona il ministro dlel`Economia ? ha spiegato Rutelli ? La considero una svolta“. Era stato lo stesso leader della Margherita a premere perchè si arrivasse da subito, con decreto, alla separazione della rete del gas per poi procedere alla sua integrazione con Terna. Bersani, invece, pur favorevole al provvedimento, preferiva tempi meno stringenti per capire prima a quale tipo di soggetto terzo sarebbe finita la rete una volta staccata dall`Eni. Sulla partita continua però a pesa il no secco di Rifondazione.

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