I bebè battono Marino Stop agli aumenti dei nidi
-
fonte:
- Libero
ENRICO PAOLI nnnÈ un po’ come se si fosse ribaltata l’ epica scena della «corazzata Potemkin». Questa volta non la carrozzina a cadere e perdere, ma sono i passeggini e le mamme che li spingono a vincere, battendo il «nemico». Il Tar del Lazio ha sospeso gli aumenti delle tariffe per gli asili nido di Roma, disposti dall’ amministrazione comunale guidata dal sindaco Ignazio Marino. Per il primo cittadino della Capitale, sempre più deciso a contravvenire tutte le leggi (comprese le regole del buonsenso) si tratta di una bella sconfitta. I giudici amministrativi hanno accolto le tesi del Codacons, intervenuto in giudizio per chiedere lo stop ai rincari, considerati illegittimi, e applicati quando i genitori avevano già provveduto ad iscrivere i propri figli agli asili della Capitale. «Siamo molto soddisfatti per la decisione del Tar», afferma il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, «ma riteniamo che la battaglia degli utenti debba proseguire per ottenere il blocco definitivo degli aumenti tariffari e l’ annullamento dei relativi provvedimenti comunali. Per questo invitiamo tutti i genitori colpiti dai rincari a partecipare al ricorso gratuito al Tar del Lazio promosso dal Codacons». Contro il «caro asilo», il 4 ottobre scorso, era andata in scena la rivolta dei passeggini. Guidati dall’ ex assessore alla famiglia dell’ amministrazione Alemanno, migliaia di persone avevano portato nella piazza del Campidoglio i loro figli con i rispettivi passeggini vuoti, in segno di protesta contro «l’ aumento salato e improvviso» delle tariffe degli asili nido di Roma. L’ aumento, deciso ben dopo la chiusura delle iscrizioni, aveva prodotto effetti devastanti per le famiglie. «Credevamo di non dover pagare nulla per il terzo figlio e invece ci troviamo davanti a un salasso da cento o duecento euro al mese», aveva spiegato una delle tante famiglie raccolte in Campidoglio. Polemica la replica del sindaco: «È giusto che Roma applichi un criterio di disuguaglianza sociale», afferma Marino, «che permetterà al terzo figlio di un professionista che guadagna 150mila euro l’ anno e al terzo figlio di una persona che ha un reddito di 10mila euro l’ anno, a entrambi, di avere l’ esenzione e quindi che il pubblico paghi la totalità del costo del posto dell’ asilo nido? Dal mio punto di vista è un’ ingiustizia sociale». E allora che paghino i ricchi, saltando le regole del gioco. Pre fortuna il «partito dei passeggini» ha trovato ascolto e ora è pronto a dare l’ assalto finale al Campidoglio. «L’ annullamento da parte del Tar è una vittoria per le famiglie romane e un chiaro segnale contro la giunta Marino che non può pensare di governare questa città a colpi di balzelli e nuove tasse», afferma l’ ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, «dopo aver vessato automobilisti e centauri con gli assurdi aumenti delle strisce blu e con i divieti nella Ztl del tridente per i motorini, Marino se l’ è presa anche con le famiglie, aumentando le tariffe per gli asili nido, ora ci auguriamo che l’ amministrazione comunale prenda atto di questo annullamento e ripristini le tariffe in vigore prima dell’ arrivo del centrosinistra, compresa l’ esenzione per il terzo figlio, anche questa cancellata da Marino». Insomma, vittoria su tutta la linea, sostengono gli oppositori del sindaco Marino. Nonostante l’ evidenza dei fatti il Campidoglio non molla la presa, dicendosi pronto ad ingaggiare un altro corpo a corpo con la giustizia. Come nel caso della trascrizione delle unioni civili. «La pronuncia del Tar, che non contesta il merito della delibera votata, ma ne sospende per il momento gli effetti fino alla discussione del ricorso prevista dallo stesso tribunale per il mese di gennaio». LA PROTESTA Il 4 ottobre mille passeggini hanno invaso piazza del Campidoglio per protestare contro gli aumenti delle tariffe dei nidi. I RINCARI La delibera di luglio prevede rincari delle tariffe degli asili nido comunali (del 6% per le famiglie con Isee più basso e del 16% per quele con valore Isee più alto). Inoltre, mentre finora i coniugi con tre figli minori erano esenti dal pagamento della quota contributiva dal terzo figlio in poi, ora il terzo figlio deve pagare la retta. Con Isee superiore ai 10mila euro è prevista solo una riduzione del 30%. Mentre l’ esenzione totale scatta solo con Isee inferiore ai 10mila euro.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- SCUOLA
-
Tags: asili, aumento, roma, Tar del Lazio, tariffe
