I bambini si fanno male imitando il wrestling
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fonte:
- Giornale di Brescia
I bambini si fanno male imitando il wrestling
Il wrestling «fa male» ai bambini: da quando questa disciplina ha preso piede nei mass media, spopolando soprattutto tra i più giovani, tra i bambini è aumentato il numero degli incidenti legati, proprio, all?imitazione delle mosse dei lottatori pesi massimi. A lanciare l?allarme, anche se il fenomeno non è quantificabile, sono i pediatri: no al wrestlig per i più piccoli, è il monito, anche se fondamentale resta comunque il ruolo dei genitori. «Non disponiamo di dati precisi – ha affermato il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Pierluigi Tucci – ma da quando il wrestling sta spopolando in Italia, abbiamo notato un aumento degli incidenti tra i bambini a causa dell?emulazione di questo sport; il rischio di incidenti si è accentuato». Una preoccupazione, quella legata al wrestling come spettacolo inadatto e pericoloso per i bambini, condivisa anche dalla presidente della commissione bicamerale per l?Infanzia Maria Burani Procaccini che, solo pochi giorni fa, ha definito questa attività «diseducativa»: «Appassiona troppo i bambini – ha sottolineato – ed induce a ritenere che la forza fisica e la violenza siano elementi prevalenti, a cui ambire nel percorso di crescita». Per questo, Burani ha annunciato che presenterà a breve in Commissione una risoluzione che obblighi le televisioni in chiaro ad inserire il bollino di accompagnamento per le trasmissioni sul wrestling e che inviti anche la tv satellitare a mandare in onda trasmissioni che spieghino ai ragazzi cos?è questa disciplina e cosa non devono assolutamente fare, tentando di emularla. E lotta aperta al wrestling è stata dichiarata pure dal Codacons e dall?Osservatorio sui diritti dei minori, che hanno lanciato un appello al Prefetto di Roma per vietare ai minori di 14 anni la kermesse dedicata al wrestling a Roma, in programma il prossimo 4 giugno. Ma il fenomeno sembra inarrestabile. Almeno a giudicare dai numeri: su Italia 1, ad esempio, il programma sul wrestling fa una media ascolti di 2.131.000 spettatori (share 9.2%), mentre Sky dedica a lla disciplina circa 6 ore alla settimana. Risultato: tra i ragazzini tra 7 e 14 anni dilaga l?effetto emulazione. Ma quello che sfugge proprio ai ragazzi è che non è vera lotta, ma solo di uno spettacolo messo in scena da finti lottatori.
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