I 767 pizzardoni scomparsi a Capodanno
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fonte:
- Il Foglio
ARoma la sera di San Silvestro l’ 83,5% dei vigili urbani in servizio è scomparso. Chi si dava malato, chi donava il sangue. Su un’ iniziale disponibilità di più di 900 vigili se ne sono presentati 165 [1]. La notte di Capodanno è pagata quattro volte il turno normale [1]. Il comandante dei vigili, Raffaele Clemente, ha aperto un’ indagine interna e ha portato un dossier in Procura; il Codacons prepara un esposto e il Garante per gli scioperi Roberto Alesse parla di sanzioni «fino a 50mila euro» [2]. Il sindaco di Roma Marino ha dato disposizioni al comandante e al vice capo di gabinetto Matarazzo «di aprire l’ indagine sui certificati di malattia e su questo improvviso desiderio di donazione di sangue nella notte di Capodanno. Nelle prossime ore avremo i primi riscontri, così sapremo quanto c’ è di vero o di falso in questa improvvisa epidemia». Marino non esclude il licenziamento per chi ha sbagliato: «Lo potremo dire dopo che sarà completato il lavoro di indagine. Io credo che vadano dati segnali esemplari» [3]. Alcuni sindacati, a livello locale, diffidano delle cifre diffuse a proposito della notte di Capodanno. Francesco Croce della Uil: «Ci sarà un crescendo di proteste che arriverà al primo sciopero di categoria della storia di Roma» [2]. Ajello: «Chiedere scusa? Macché. Arriva il sindacato e si mobilita in difesa dell’ assenteismo preferito al rispetto delle regole. “Assenti perché stavano donando il sangue la notte di Capodanno”, assicura uno dei leader sindacali dei vigili, subito sbeffeggiato nei social network. E come sempre in Italia, un dramma – l’ eversione del buon senso, oltre che della giustizia – si capovolge in farsa» [4]. che prevede anche rotazione di mansioni e non solo di uffici, una discriminazione nei confronti degli agenti. Non siamo ladri, siamo puliti. Se c’ è stato chi ha sbagliato è giusto che paghi, ma il Corpo è sano» [5]. Rizzo: «A Roma i vigili sono potentissimi. Se ne contano 6.077. Tuttavia ce ne sono costantemente in giro per la città che ha il più alto numero al mondo di auto (oltre 70 ogni cento abitanti) da un minimo di 105, la sera, a un massimo di 993, la mattina. Ovvero, dall’ 1,7 al 16,3% della forza complessiva. Il tutto fra strade disseminate di vetture in seconda fila e mai una contravvenzione sotto il tergicristallo, neppure davanti a un comando della polizia municipale. E la produttività? Spiega molte cose il confronto con Milano contenuto nello studio Sose-Ifel sui costi standard. Mentre Roma spendeva per gli stipendi dei vigili il 14,5% più del «fabbisogno standard», Milano risparmiava il 38,3%. Con 154 multe mediamente a testa fatte a Roma contro le 370 di Milano. E le 27.990 sanzioni di altro genere elevate dai seimila vigili romani contro le 79.870 dei poco più di tremila loro colleghi milanesi» [6]. Un vigile urbano guadagna in media 1400 euro al mese, straordinari esclusi. Il capo dei vigili, Raffaele Clemente, guadagna 170 mila euro l’ anno [7]. Il rapporto degli ispettori inviati dal Tesoro a verificare i conti di Roma sostiene che dal 2010 al 2013 siano state erogate ai vigili indennità di responsabilità per quasi 23 milioni in eccesso rispetto ai livelli considerati legittimi. Segnala anche una serie di anomalie, come la maggiorazione notturna concessa per le fasce orarie 16-23 e 17-24, nonostante i contratti nazionali la prevedano solo dalle 22 alle 6 del mattino [6].
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