I 5 stelle chiedono la testa di Pignanelli
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
CATANZARO – La mancata costituzione di parte civile della Regione, nell’ ambito del procedimento Calabria Verde, incardinato al tribunale di Castrovillari è destinata a suscitare polemiche. Qualche mese fa, la Regione in una collegata vicenda giudiziaria trattata dalla procura di Catanzaro, non ha perso tempo a costituirsi parte civile nel corso dell’ udienza preliminare. Avantieri, invece, dinanzi al gup nessuna costituzione di parte civile è arrivata dalla Cittadella regionale. Ovviamente la costituzione è ancora possibile e potrà avvenire pure durante il processo. Ma qual è il punto? Nell’ inchiesta coordinata dai pm di Castrovillari è indagato Gaetano Pignanelli, capo di gabinetto del governatore, rinviato a giudizio per la storia del legname prelevato in Sila da una ditta “amica”. Legname prelevato da un’ area gestita da Calabria Verde, ma che fa sempre parte del patrimonio regionale. La costituzione di parte civile della Regione, quindi, in questo procedimento, dov’ è coinvolto il capo di gabinetto di Oliverio, potrebbe avere qualche contrindicazione. Forse, si è atteso l’ esito dell’ udienza preliminare, con la speranza, magari, di vedere Pignanelli prosciolto. Ma non è stato così ed in conseguenza non ci sono più possibilità di evitare contrindicazioni e contraddizioni in una eventuale costituzione da parte civile in un processo che ha per oggetto il danno subito dalla Regione stessa: è imputato il capo di gabinetto del presidente della giunta e se rimarrà al suo posto la sua presenza al banco degli imputati potrebbe determinare più di una situazione d’ imba razzo. Codacons si inserisce nella questione. «Il presidente Oliverio – scrive Francesco Di Lieto esponente dell’ associazione – si affretti a dare mandato all’ Ufficio Legale per costituirsi parte civile in nome e per conto della Regione, quale parte lesa soprattutto nei confronti di alti funzionari della Regione, accusati di una gestione tanto disinvolta quanto criminale. Siamo i primi a riconoscere innocente chiunque non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato – si sottolinea – purtuttavia siamo convinti che la Regione, che vede coinvolti in un processo propri alti funzionari, debba far valere il danno all’ immagine causato dagli stessi all’ Ente con il loro operato, che se confermato dal Giudice, è fatto estremamente grave. Qualora, invece, non ritenesse di costituirsi parte civile – puntualizza il rappresentante di Codacons – ne troveremmo l’ unica motivazione nella conoscenza in capo all’ Ente, che Lei rappresenta, dell’ estraneità dei Suoi Funzionari coinvolti, ed allora – con clude Di Lieto -corra in loro soccorso a perorare la loro legittima innocenza». A ruota, si fa sentire pure il Movimento 5 stelle. «Il rinvio a giudizio di Gaetano Pignanelli – si legge in una nota del deputato grillino Giuseppe d’ Ippolito – impone al governatore di rimuovere il dirigente dall’ incarico apicale, essendo inopportuno consentirgli, come nulla fosse, di mantenere quella poltrona di potere. Indipendentemente dall’ esito del processo -prose gue la nota – è evidente, diciamo noi parlamentari M5s, che Pignanelli, imputato per truffa, non può restare al suo posto. Le accuse sul suo conto sono gravissime».
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Tags: Calabria Verde, Gaetano Pignanell
