19 Luglio 2015

Hotel sporco, giudice condanna agenzia viaggi e tour operator (2)

Hotel sporco, giudice condanna agenzia viaggi e tour operator (2)

(AGI) – Roma, 18 lug. – I fatti, secondo quanto riferito in una nota dalla stessa associazione di consumatori, risalgono al 2013 quando una coppia di romani, assieme ai due figli, acquista tutto un pacchetto tramite l’agenzia “I Viaggi del Mappamondo” con destinazione Brasile. Il 9 marzo i quattro atterrano a Rio De Janeiro, e qui iniziano subito i problemi. La sistemazione alberghiera prevedeva una categoria 4 stelle con “vista mare” e, invece, i turisti, la prima notte, vanno ad occupare due stanzette maleodoranti, con la moquette rovinata e vecchia per non parlare dei bagni sporchi e vetusti e delle serrature rotte ed arrugginite, in mezzo a insetti e scarafaggi. La ‘vista mare’ era solo sul catalogo perche’ tutto intorno c’erano altre costruzioni. Inevitabili le rimostranze della famiglia alla quale vengono assegnate il giorno dopo altre due piccole stanze, stavolta con ‘vista mare’, ma sempre con i servizi igienici scadenti e la presenza indesiderata di scarafaggi ed insetti. Durante questo soggiorno, i turisti provvedono a tenere informata la propria agenzia di viaggi nella speranza di trovare una soluzione alternativa migliore. Tentativo inutile tanto che, ritornati in Italia, si rivolgono al Codacons per una causa di risarcimento. Il giudice, alla fine, ha accolto le richieste avanzate dall’avvocato Cristina Adducci e condannato, oltre all’agenzia di viaggi, anche il tour operator Unas srl a pagare i 3mila euro piu’ interessi legali, oltre alle spese del giudizio pari ad altri 1.850 euro. “Questa sentenza e’ di fondamentale importanza per tutti i turisti italiani che si apprestano a partire per le vacanze – spiega l’avvocato Adducci -. Ora un albergo sporco e dalle condizioni igieniche inadatte sara’ condizione sufficiente a determinare il danno da vacanza rovinata. Invitiamo pertanto i cittadini a documentare attraverso fotografie la situazione delle strutture ricettive e rivolgersi allo sportello turismo del Codacons per intentare analoghe cause di risarcimento”. (AGI) Red/Cop

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