Hospice, ora si mobilita la città
-
fonte:
- Corriere del Veneto
Una richiesta dal basso. E’ iniziata lunedì la raccolta di firme sulla petizione, indetta da Humanitas Venetia e Codacons Veneto, per «restituire ai cittadini» i 25 posti letto dell’ Hospice oncologico del Policlinico San Marco, dismessi a giugno. «Siamo fiduciosi, il territorio si sta muovendo – commenta Giulia Brugnone, presidente di Humanitas – fino ad ora nessuno si è rifiutato di firmare». Sono già numerosi infatti i negozi, i bar, le farmacie, le parrocchie, veneziane e della terraferma, che hanno esposto il manifesto e raccolto le firme. E si stanno già mobilitando anche i volontari per la raccolta porta a porta, le associazioni e i centri che si sono offerti di ricevere e consegnare le liste per la petizione come la sede centrale del tribunale del malato presso l’ ospedale di Dolo (martedì e giovedì 10-13.30) e la sede di Oriago al Centro anziani (lunedì dalle 9.00- 11.00). «L’ area del veneziano ha il primato delle malattie oncologiche. Ogni anno si registrano 600 malati oncologici in più» spiega Franco Conte, presidente Codacons-Veneto. Una situazione allarmante che già il direttore generale dell’ Usl 12, Antonio Padoan aveva riconosciuto e dichiarato in un’ intervista rilasciata ad un settimanale nel febbraio di quest’ anno. Non è bastato a evitare di «chiudere» il ventennale Servizio Cso (cure supporto oncologico), una struttura destinata ad assistite pazienti in trattamento e malati in fase terminale. «L’ associazione Odo (ospedale domiciliare oncologico) ha una lista di attesa anche di due mesi e non riesce a coprire tutti i quattro comuni – sottolinea Brugnone – oggi abbiamo 8 posti al Fatebenefratelli e 8 al Nazareth». Con la chiusura della struttura del Policlinico il servizio è stato ridotto del 60%. «Nel dicembre dello scorso anno, la Regione aveva accreditato l’ Hospice e oggi c’ è un reparto vuoto e del personale qualificato che però si occupa di altro. Il reparto potrebbe essere riattivato immediatamente – sottolinea Conte – ad agosto ci siamo rivolti ai vertici alti: a Zaia e all’ assessore della sanità Coletto. Non è stato fatto ancora nulla». E se dall’ alto la matassa non si scioglie, da lunedì fino al 18 settembre, Humanitas e Codacons confidano sull’ appoggio e soprattutto sulle firme dei cittadini.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
