30 Agosto 2011

Hospice chiuso, rischi di licenziamento

  

 
 
Futuro sempre più a rischio per l’ hospice intraospedaliero del Policlinico San Marco. Evidente il corto-circuito Regione-Asl 12, con la prima che a febbraio concede l’ accreditamento dei 25 posti letto della struttura e la seconda che, due mesi dopo, decide di non rinnovare la convenzione con la struttura di via Zanotto, ignorando quindi di fatto il riconoscimento dell’ hospice come parte integrante della «programmazione socio-sanitaria regionale». Risultato: nessun malato terminale oncologico viene più accettato da mesi all’ hospice. «Le richieste non soddisfatte raggiungono ormai le 300 persone – denuncia il medico Terzio Luppari – E queste persone vengono mantenute nei costosi reparti per acuti», dilapidando quindi risorse pubbliche che da ogni parte vengono definite sempre più scarse. E ora sembra concretizzarsi sempre più anche il «rischio occupazionale» per la trentina di dipendenti del reparto. «I tagli al mondo della sanità sono sotto gli occhi di tutti – spiega il vice direttore generale della struttura Francesco Camisa – Finora abbiamo fatto fare le ferie, ruotato il personale. E’ ovvio che in assenza di novità il rischio occupazionale diventa concreto». Qualche dipendente, in verità, ha già trovato lavoro altrove. Ed è sempre più concreto il rischio che si perdano ulteriori professionalità «certificate» nell’ assistenza a una tipologia di pazienti (i malati oncologici terminali) destinata purtroppo ad aumentare. Gli appelli alla Regione e all’ Asl 12 del Codacons e dell’ associazione Humanitas che hanno promosso una petizione e la pronuncia all’ unanimità della conferenza dei sindaci del territorio dell’ Asl 12 e dei capogruppo del Consiglio comunale veneziano non ha prodotto alcun risultato. E un’ alternativa all’ hospice, per il momento, non c’ è. Villa Elena non è operativa. L’ hospice del Centro Nazareth non riesce a far fronte alle sempre più numerose richieste.
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