6 Luglio 2011

Hospice chiuso Codacons denuncia

Anche i malati terminali, a Mestre, devono fare la coda. Solo che quando si libera un posto, quasi sempre è troppo tardi. Per questo il Codacons del Veneto sta accertando se non ci sia una omissione di assistenza, e poi deciderà se procedere in sede giudiziaria contro chi ha la responsabilità della chiusura dell’Hospice del Policlinico San Marco, privati, Ulss 12 e i sindaci dei Comuni serviti dall’Azienda sanitaria veneziana.
      «Sono oltre due mesi che la struttura non accoglie più malati oncologici terminali – spiega Franco Conte, presiente del Codacons Veneto -. La domanda è in continua crescita, e invece di chiudere servizi, se ne dovrebbero aprire di nuovi. È disumano che debbano accadere vicende simili».
      Conte ha scritto una lettera ai sindaci di Venezia, Marcon, Quarto d’Altino e Cavallino chiedenco che, come azionisti, intervengano sull’Ulss (l’8 luglio si riunisce la Conferenza dei servizi): «È un altro grave episodio di una politica di riduzione dei costi della sanità, a scapito della qualità e quantità dei servizi erogati. Come si fa giustificare, con la mancanza di mezzi, l’abolizione di un servizio così essenziale, e poi invece prospettare il Centro Protonico, iniziativa che rischia di nascere già superata dalla più avanzata esperienza del Policlinico di Pavia, ed è potenziata dall’analogo centro di Trento».
      L’hospice del Policlinico ha una storia ventennale, ricorda il presidente del Codacons: «Ha acquisito competenza, professionalità e soprattutto si è qualificata per l’umanità della relazione con il malato in un momento così difficile». Le alternative, putroppo, non sono paragonabili: «L’ammalato viene ricoverato in ospedale come "acuto", soluzione costosissima e non sempre sapecialisticamente adeguata; oppure richiede il servizio di Ospedale domiciliare oncologico che però non è in grado di accogliere tutte le richieste. In questo panorama l’associazione di volontari Avapo non risce a rispondere alla domanda, e le altre strutture che operano nella triste catena della malattia terminale, hanno liste di attesa di 30 giorni, quasi il tempo che il malato impiega per morire».
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this