8 Giugno 2002

“Ho un cancro al rene: ho guidato una Lancia“

Anche la procura di Bari acquisisce documenti a Torino dopo la denuncia di un dipendente ammalato

“Ho un cancro al rene: ho guidato una Lancia“





Continua la battaglia che vede contrapposti l`associazione “Altoconsumo“ e la Fiat Auto. Ieri, a Torino, nella sede del gruppo, agenti di polizia giudiziaria hanno sequestrato documenti riguardanti la produzione delle vetture Lancia Dedra. Su disposizione della procura di Bari che sta indagando sull`esistenza di difetti di produzione in alcuni modelli Fiat, sono stati anche ascoltati dirigenti e funzionari del gruppo. L`inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Renato Nitti, ha preso le mosse da una denuncia del Codacons e di un ex funzionario della Fiat Lancia barese, Sergio Albrizio che, pur non avendo mai acceso una sigaretta in vita sua, si è ammalato di carcinoma al rene. L`unico suo errore è stato quello di guidare dal 1983 fino al 1996 solo macchine aziendali: due Lancia Delta, cinque Lancia Prisma, due Lancia Delta turbo diesel e cinque Lancia Dedra. Il difetto di produzione, riscontrato su 40mila modelli Lancia, permetterebbe al monossido di carbonio liberato dal tubo di scarico di venire risucchiato attraverso il paraurti posteriore all`interno dell`abitacolo. Ma il 17 maggio scorso una ordinanza del Tribunale di Milano ha imposto alla Fiat di avviare una campagna di richiamo delle 40mila Lancia Dedra a benzina sotto accusa, per sanare il difetto di fabbricazione. Altroconsumo ha inchiodato il gruppo Fiat grazie ad un documento che Albrizio ha portato con sé quando ha abbandonato il suo posto di lavoro: si tratta di una circolare della direzione area Lancia di Napoli del 10 aprile 1991. Leggiamo: «Commessa 2304 Dedra benzina. Infiltrazioni gas di scarico nell`abitacolo. In relazione a casi segnalati di infiltrazioni di gas di scarico all`interno dell`abitacolo della vettura è stata avviata una specifica campagna di risanamento che prevede il montaggio di un codolino curvo da applicare, orientato verso il basso, sul terminale della tubazione di scarico. Evidenziamo che l`inconveniente può essere esaltato dal fatto che in produzione, su un`isola vetture comprese dal telaio 68285 al telaio 135605, è stata eliminata la sigillatura dell`unione parafango fiancata posteriore». Quindi già nel 1991 la Lancia era consapevole di aver immesso sul mercato modelli con un difetto di fabbricazione dovuto alla decisione di non sigillare il paraurti posteriore alla fiancata. Proprio in questo spazio si incanalano i gas di scarico. Gli interventi non mancano, ma, se per le auto ancora invendute si raccomandano controlli ed eventuali sigillature dell`unione parafango posteriore fiancata, per le auto già in circolazione si prevedono, leggiamo ancora nella circolare del `91, «interventi come sopra, ma solo in caso di segnalazione da parte del cliente». Insomma, una campagna di risanamento al posto di una più giusta e corretta campagna di ritiro.

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